Motore green e quasi duemila cavalli | Il mostro europeo che non conosci

E’ europeo il super propulsore che si appresta a superare tutti i record di performance. Ecco quale auto lo monta.

Cominciamo subito dal nocciolo della questione, ovvero dai dati di quello che potremmo tranquillamente definire un mostro di potenza. Parliamo infatti di un V12 quadriturbo da 6,6 litri e ben 1.850 cv a 9.800 giri/min. Da far tremare i polsi soltanto a sedersi al volante.

Nuova hypercar aurora in uscita, i dettagli
Nuova hypercar in uscita nel 2026 (Canva) -Derapate.it

Come si può ben comprendere da questi numeri, ovviamente non si tratta di un’utilitaria, bensì di una hypercar che segna un passo importante per il marchio danese Zenvo Automotive. La vettura che ha la fortuna di averlo come cuore pulsante è un mix di alta tecnologia, eleganza e velocità, a garanzia di un’esperienza di guida davvero unica.

Svelato un gioiello da quasi 2.000 cv, tutti i dettagli

Il suo nome è Aurora ed è la sorella minore della TS, uscita di produzione a fine 2022 dopo aver lanciato la TSR-GT. Grazie alla strategia già sperimentata di contenimento dei volumi, per questo bolide la Casa con base sull’isola di Zealand ha compiuto un vero e proprio sforzo verso l’incrementato della potenza, passando appunto da un V8 a un V12 per merito anche del partner d’eccezione Mahle.

L’unità motrice è posta centralmente, dietro all’abitacolo, e assieme a quella elettrica, nella versione Agil, raggiunge una capacità complessiva di 1.450 cv. Il cambio automatico è a sette rapporti, la trazione, invece, è posteriore. Se già qui siamo su livelli altissimi, la variante Tur aggiunge un altro mattonicino. Due motori elettrici sono presenti sull’asse anteriore per garantire la trazione su tutte e quattro le ruote. Ma ciò che impressiona è la cavalleria, visto che come anticipato si sfiorano i 2.000.

Zenvo Aurora, caratteristiche
Zenvo Aurora, una potenza da quasi 2000 cv (Zeno) -Derapate.it

E’ chiaro che entrambe le varianti siano altamente prestazionali, ma a fronte di una disparità comunque elevata di potenza, sia la taratura del cambio, sia le mappature del propulsore sono state settate in maniera diversa. Come riferito da Jens Sverdrup, CEO del Gruppo JLR di cui il brand fa parte il grosso del lavoro si è giocato sull’integrazione della parte termica con quella elettrica, così da avere una ripresa istantanea tipica dei mezzi a batteria, senza però rinunciare all’erogazione lineare degli aspirati.

Guardando alle prestazioni, il passaggio da zero a cento km/h viene compiuto in soli 2,3 secondi, con una velocità massima raggiungibile di 280 km/h per quanto riguarda la Tur, mentre per la Agil ci si ferma a 227 km/h, con salto da fermi a cento in 2,5 secondi.

Interessante notare come il modello meno scattante e rapido, diventi l’opposto se lo si porta in pista. Tutto merito dell’aerodinamica che su strada penalizza un po’ per via della resistenza all’avanzamento, ma che in circuito, si sa, aiuta.

Sul fronte materiali utilizzati, il telaio, costruito dalla Managing Composites e denominato ZM1, è in ogni sua parte, interna ed esterna, in fibra di carbonio e il design è modulare, leggero, ma allo stesso tempo resistente e rigido, dotato di strutture antiurto simili a quelle adottate in F1. Il peso dello chassis è di appena 120 kg, mentre complessivamente siamo sui 1.300 kg e i 1.450 kg. Un’ultima chicca che segnaliamo è che i sedili sono direttamente montati sullo scheletro. Sul mercato a partire dal 2026, avrà un costo di 2,6 milioni di euro.

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