Auto, chi deve pagare il superbollo e quali sono le esenzioni? Ecco cosa devi sapere

Il superbollo dell’auto fa sempre molto discutere, ed oggi vi parleremo di chi lo deve pagare e dei vari casi di esenzione che ci sono.

La storia del superbollo per le auto è relativamente giovane, visto che venne introdotto nel 2011 dal governo presieduto da Silvio Berlusconi. Nell’articolo 23, comma 21, del Decreto Legge n.98 del 6 luglio di quell’anno, si decise di introdurre questa norma, che ormai è diventata una regola fissa.

Novità sul Superbollo
Superbollo (AdobeStock) – Derapate.it

Il superbollo è un’imposta indiretta aggiuntiva alla tassa automobilistica, ed è stata modificata nel corso del tempo. Infatti, ai tempi di Berlusconi dovevano essere pagati 10 euro in più per ogni kW di eccedenza, poi diventato di 20 euro sotto l’esecutivo di Mario Monti, di pochi anni dopo.

Va però detto che sotto questo governo ha aggiunto anche la riduzione dell’imposta in base al tempo della vettura ed agli anni di vita che ha il modello. Ogni cinque anni, infatti, il prezzo da pagare per il superbollo si riduce prima del 60%, poi del 30 e poi del 15, ed in seguito, superati i 20 anni dalla data di costruzione e di immatricolazione, il superbollo dell’auto viene del tutto eliminato, ma è chiaro che è lunghissimo il tempo di attesa prima di arrivarci.

Auto, ecco chi deve pagare il superbollo

Il superbollo dell’auto viene pagato su tutti i veicoli che hanno una potenza superiore ai 185 kW, ovvero circa 251,53 cavalli. Dunque, si parla di vetture molto potenti, che garantiscono velocità di punta e prestazioni di primissimo livello, e che per questo sono soggette a dei costi di mantenimento e ad un pagamento del bollo più alto in termini di prezzo.

Sono chiamati a pagare questo superbollo i proprietari dei veicoli, gli usufruttari, gli acquirenti con patto di riservato dominio e gli utilizzatori a titolo di locazione finanziaria, ovvero coloro che la usano o per leasing o a noleggio a lungo termine. Il pagamento del superbollo è legato ad una serie di fattori, che ora vi illustreremo.

Tutto dipende dal tipo di auto di cui si parla e dai suoi dati tecnici, come la categoria Euro, e la potenza che viene espressa in kW, ma anche in base alla finalità, ovvero se si tratta di un mezzo che è utile per trapostare le persone o le merci. In seguito, c’è anche da considerare se si tratta di un utilizzo privato o per conto di terzi, ma anche alla regione di residenza, come ben spiegato sulle colonne di “AlVolante.it“.

Il calcolo del superbollo è il risultato di un coefficiente, ovvero una cifra massima che si esprime in euro, che poi viene associato alla categoria ambientale della vettura. Ogni regione ha un suo tariffario ben preciso, che può essere visualizzato sul sito dell’ACI di riferimento.

Facendo un esempio per farvi capire quando si paga, prendiamo una macchina Euro 6 che ha 220 kW di potenza massima. Essa pagherà circa 1286,95 euro di superbollo in base ai vari calcoli da effettuare, che si basano sull’età del veicolo, sulla sua potenza, sulla regione di provenienza e su altri fattori, in un insieme di elementi molto complessi tra di loro.

Ecco chi può avere delle esenzioni

Per chi si domanda se ci sono delle auto o dei casi in cui si può essere esentati dal pagamento del superbollo, la risposta è nel mezzo. I titolari della Legge 104, tanto per farvi un esempio, non possono essere esentati, visto che la legge parla molto chiaro. Infatti, per non pagarlo il veicolo non deve avere una potenza superiore ai 2000 centimetri cubici se a benzina, o 2800 cc se il motore è a gasolio.

I veicoli che hanno un’esenzione completa sono invece quelli d’epoca, ma che risalgono ad oltre 30 anni fa. Anche le vetture elettriche vengono esentate dal pagamento del superbollo, ma anche qui dipende molto dalle regioni. In alcune, c’è un’esenzione permanente, mentre in altre, ha una durata massima di 5 anni, poi occorre comunque pagare una minima quota.

Le auto ibride hanno invece delle agevolazioni, ma in diversi casi devono comunque procedere al pagamento del superbollo. C’è poi la speranza di un’eventuale cancellazione del superbollo, di cui si parla da alcuni anni, ma per il momento, non sembrano esserci delle novità in tal senso. Da questo punto di vista, tutto dipende dai governi, che discutono sempre di questa eventualità, senza mai modificare qualcosa nel concreto.

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