Lutto terribile in Ferrari: se ne va uno dei pilastri del Cavallino

Ci sono modelli in casa Ferrari che hanno fatto la storia. E tra i più importanti ne ha prodotti un ingegnere che è scomparso nelle scorse ore.

Ordini che arrivano già al 2025, ma soprattutto conti sempre più ricchi quelli della Ferrari. Proprio qualche giorno fa è arrivata la notizia che il marchio di Maranello ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con consegne totali pari a 3.567 unità, in aumento del 9,7% rispetto al primo trimestre 2022 e ricavi netti per 1.429 milioni, in aumento del 20,5% guardando a un anno fa.

Morto Giotto Bizzarrini, ex Ferrari
Ferrari (AdobeStock)

Ma è delle ultime ore una notizia terribile che ha colpito il Cavallino, perché dopo l’addio nel novembre scorso a uno dei grandi ingegneri, sia del reparto corse che di quello delle vetture su strada Mauro Forghieri, se n’è andato un altro degli elementi che hanno contribuito in passato a rendere sempre più importante la Rossa.

Parliamo di Giotto Bizzarrini, ingegnere livornese che ha legato il suo nome alla Ferrari, perché è stato creatore di celebri miti che hanno reso sempre più importante il marchio italiano in tutto il mondo negli anni d’oro.

Ferrari, se ne va un grande

Classe 1926, dopo aver ottenuto la laurea in ingegneria insegnò all’Università di Pisa, ma la verità era che la passione per le auto, coltivata fin dalla giovinezza, prese col passare del tempo il sopravvento. Infatti lasciò la didattica per entrare a far parte dell’ufficio esperienze dell’Alfa Romeo. Con l’azienda milanese solo tre anni, ma fondamentali per la sua crescita, perché lo porteranno subito alla Ferrari.

Bizzarrini lavorò a progetti importantissimi per Maranello e creò alcuni dei modelli ancora oggi tra i più amati e anche i più cari della sua storia come la 250 Testa Rossa dodici cilindri 3 litri ma anche la Testa Rossa 500 Mondial 2 litri, alle varie versioni della Ferrari 250 (250 GT SWB, 250 Spider California, 250 GTO). E proprio negli anni in Ferrari nacque il sodalizio tecnico tra Bizzarrini e l’ingegner Carlo Chiti. Un’amicizia sicuramente favorita dalla corregionalità che, nel 1961, porterà nel pieno dei successi dell’azienda del Drake a lasciare la Ferrari per fondare, con il conte Giovanni Volpi di Misurata, la Automobili Turismo e Sport.

La carriera lontana da Maranello

Con la nuova società però Bizzarrini non è che durò tantissimo. Infatti decise a stretto giro di posta di dare vita nella sua città, Livorno, alla Autostar, con lo scopo di progettare nuovi motori. Ed è qui che arrivò la collaborazione anche con il “nemico” di Ferrari, Lamborghini. Per questa azienda progettò il motore a 12 cilindri, da 3.5 litri, destinato ad alimentare la celebre 350 GTV. Sua anche la firma sulla celebre ISO Grifo, voluta da Renzo Rivolta, una vettura incredibile per l’epoca con un potente motore V8 Chevrolet capace di erogare 350 CV.

La Ferrari 250 Testa Rossa, altro capolavoro dell'ingegnere scomparso
Un altro dei capolavori dell’ex ingegnere Ferrari scomparso (ANSA) – derapate.it

Nel 1964 poi fondò la Prototipi Bizzarrini, cominciando a produrre quella che sarà una delle più belle, potenti e veloci GT italiane degli anni 60, ossia la Bizzarrini 5300 GT Strada, di cui ne furono prodotti solo 133 esemplari. Fu in pratica il modello che però portò l’ingegnere a chiudere l’attività di imprenditore e da quel momento divenne solo consulente di aziende automobilistiche, collaborando alla progettazione di alcuni prototipi come il BZ 2001, un spider su meccanica Ferrari.

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