Perez, tanti “primati” poco onorevoli: ecco di cosa si tratta

Sergio Perez è pronto per essere protagonista nella nuova stagione, ma dovrà essere bravo a rialzare la testa dopo anni di risultati negativi.

La Red Bull è pronta a difendere il titolo Mondiale vinto nello scorso campionato, con Max Verstappen e non vede l’ora di tornare in pista, ma avrà sicuramente bisogno dell’aiuto del suo compagno di squadra Sergio Perez, con il messicano che però deve sicuramente risolvere alcuni problemi statistici.

Sergio Perez
LaPresse

Il passaggio alla Red Bull è stato sicuramente un toccasana per Sergio Perez, con il messicano che dunque ha potuto far vedere di essere anche un ottimo pilota per Scuderie di prestigio, nonostante possa ambire solamente a una seconda guida.

Il centroamericano ha saputo sicuramente crescere, ma il suo principale problema è legato al fatto che all’inizio della propria carriera i risultati sono stati spesso molto deludenti, basta infatti dare un occhio ai suoi dati.

Partiamo infatti dal discorso legato al primo punto ottenuto in carriera, con alcuni grandissimi piloti che non hanno avuto problemi a ottenerlo già dalla prima gara, mentre il messicano ha dovuto aspettare il quinto appuntamento iridato.

Dobbiamo tornare al 2011, un anno nel quale Perez correva con la C30 della Sauber, con i suoi punti che furono solamente 14, il peggior risultato in carriera, con il primo appuntamento nelle prime dieci posizioni che arrivò solamente alla quinta gara in Spagna con un nono posto.

Un altro dato non troppo positivo per Sergio Perez è quello legato al primo podio, anche se in questa classifica risulta essere comunque al quarto posto considerando tutti i piloti del 2023.

Checo infatti riuscì a chiudere al secondo posto in Malesia nel 2012, secondo appuntamento dell’anno e sempre su Sauber, in quello che per lui era la diciannovesima gara in carriera, con il risultato che ha eguagliato così il primo podio di Fernando Alonso.

Perez sprononda nei dati: troppo tardi la prima vittoria e la prima Pole

Sergio Perez dunque ha avuto in qualche modo l’opportunità di migliorare le proprie statistiche con la Red Bull, anche se ci ha messo davvero troppo tempo per poter vincere la primissima gara in carriera.

Indubbiamente il passaggio all’era ibrida non ha aiutato le piccole Scuderie, con la Mercedes che ha saputo dominare la concorrenza e dunque per vedere il messicano per la prima volta in cima al podio si è dovuto attendere addirittura la penultima gara del 2020 con la seconda tappa in Bahrain è stata vinta proprio dalla sua Racing Point.

Erano passate esattamente 190 gare dalla sua prima volta in pista, un record negativo in assoluto nella storia della Formula 1, infatti nessuno ha dovuto aspettare così tante gare per poterne vincere una.

Con la Red Bull poi ha vinto anche in altre tre occasioni, ma per poter arrivare alla primissima Pole Position dobbiamo aspettare l’Arabia Saudita nel 2022, con le qualifiche a Jeddah che gli hanno dato così modo di poter ottenere il primo e unico miglior tempo in carriera al sabato.

Ecco allora come mai Perez ha impiegato la bellezza di bene 216 gare prima di poter ottenere la prima storica pole position della carriera, un traguardo davvero impensabile.

Perez, escludendo le ultime due stagioni con la Red Bull, non ha mai guidato delle monoposte in grado di poter vincere, ma nonostante questo fanno davvero molto riflettere certe statistiche, per lui dunque sarà importante provare in tutti i modi a dimostrare anche in questa stagione di essere cresciuto e di meritare una grande Scuderia.

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