Toyota Motor Europe ha lanciato un forte monito all’Europa sui pericoli dell’isolamento, che potrebbe compromettere l’industria automobilistica. Questo messaggio è emerso durante un evento a Bruxelles, dove il Chief Corporate Officer, Matt Harrison, ha sottolineato l’importanza di una legislazione che risponda alle reali necessità del mercato.
Harrison ha ribadito la necessità di accelerare la definizione dei quadri legislativi, ma ha avvertito che la rapidità non deve andare a scapito della qualità dei risultati. Ha dichiarato: “L’isolamento ci indebolisce. L’Europa dispone delle giuste potenzialità e dei partner per diventare un leader, ma le leggi devono tener conto della velocità con cui i consumatori sono pronti a cambiare”.
Il presidente e CEO della filiale europea, Yoshihiro Nakata, ha nuovamente affermato che Toyota non è solo un semplice ospite in Europa, ma un produttore impegnato nel successo dell’industria automobilistica locale. La compagnia giapponese è presente in Europa dal 1963 e ha ampliato la propria attività con stabilimenti in diversi paesi.
Inoltre, Till Conrad, vicepresidente di Toyota, ha messo in luce il divario tra la reale domanda di veicoli elettrici e gli obiettivi normativi, avvertendo sui rischi di sanzioni che potrebbero superare i 20 miliardi di euro per il mancato rispetto dei limiti emissivi. Ha affermato che l’attuale situazione non è sostenibile e ha chiesto un cambiamento che tuteli i lavoratori e le fabbriche.
Il Chief Technology Officer, Shinichi Yasui, ha fatto notare che le auto ibride rappresentano attualmente il 47% delle immatricolazioni in Europa, mentre quelle elettriche si attestano al 22%. Questo dato mostra chiaramente la preferenza dei consumatori per i veicoli ibridi.
Toyota ha presentato diverse richieste, tra cui il passaggio dal concetto di “Made in Europe” a “Made with Europe”. Secondo l’azienda, questo approccio riconoscerebbe il valore degli investitori e dei partner produttivi, dando il tempo necessario per collaborare con i principali attori della filiera.
Infine, Toyota ha suggerito che le normative sulle emissioni siano tecnologicamente neutrali e rispondano alle dinamiche di mercato in costante evoluzione. L’azienda punta a una riduzione del 90% per le auto e dell’80% per i veicoli commerciali leggeri entro il 2035, puntando su una maggiore flessibilità attraverso l’uso di carburanti rinnovabili.




