Un’analisi di Mark Hughes per The Race si concentra sulle performance della monoposto AMR26 di Aston Martin in relazione alla Power Unit Honda. Questo studio emerge in un periodo critico per la collaborazione tra i due marchi.
Attraverso i dati GPS delle ultime gare, Hughes ha separato il tempo perso dalla AMR26 nei rettilinei, dove il motore ha un ruolo fondamentale, da quello perso in curva, dove il telaio è decisivo. I risultati sono sorprendenti.
Un caso emblematico è quello di Sepang, dove Fernando Alonso ha ottenuto il dodicesimo tempo in qualifica, distaccato di 2.09 secondi dalla pole di Max Verstappen. Nei tratti a pieno gas, Alonso ha perso 2.23 secondi rispetto alla Red Bull, mentre in curva l’AMR26 si è dimostrata più veloce di circa un decimo e mezzo.
Un altro dato interessante proviene da Singapore, dove Alonso è stato eliminato in Q1, convinto di avere un problema al turbo. Qui ha perso 3.22 secondi sui rettilinei, a fronte di un distacco complessivo di 2.85, mettendo in evidenza un vantaggio in curva di quasi quattro decimi.
Questi numeri raccontano due storie distinte. Da un lato, il telaio dell’AMR26 ha mostrato un notevole progresso dopo l’aggiornamento introdotto in Ungheria, che è stato lodato più volte da Alonso. Dall’altro, la Power Unit Honda sembra peggiorare con ogni nuova evoluzione, con la prima specifica che ha aumentato il distacco a pieno gas e la seconda che ha causato problemi di risposta all’acceleratore a Singapore.
Hughes invita alla prudenza, poiché l’evoluzione della pista e i livelli di carico possono influenzare i risultati. Inoltre, l’architettura della Power Unit giapponese potrebbe esaltare le prestazioni in curva della vettura. Tuttavia, il quadro generale è chiaro e metterà a dura prova la partnership tra Aston Martin e Honda, che si trova in una fase critica.




