La segnaletica orizzontale conosciuta come denti di drago sta attirando l’attenzione per il suo potenziale utilizzo come sistema per ridurre la velocità. Questa particolare segnaletica consiste in triangoli posizionati ai lati della carreggiata, pensati per creare un effetto ottico di restringimento e indurre gli automobilisti a rallentare.
Non è una novità assoluta, poiché è stata sviluppata inizialmente in Spagna. Dal 2 settembre 2021, il ministero dei Trasporti spagnolo ha avviato una sperimentazione su una strada nazionale, la N-122, a Nava de Roa, nella provincia di Burgos. Nel 2025, i denti di drago sono stati ufficialmente inseriti nel catalogo della segnaletica spagnola con la marcatura M-8.1.
In Italia, i denti di drago sono stati accolti come una novità attesa, suscitando interesse e dibattiti sui social media. Mentre alcuni articoli riportano risultati promettenti, è fondamentale distinguere tra l’apprezzamento mostrato dalle autorità spagnole e l’assenza di prove scientifiche che dimostrino una diminuzione degli incidenti associata all’uso di questa segnaletica.
Attualmente, in Italia, esistono diverse alternative per moderare la velocità dei veicoli. Tra queste ci sono i restringimenti ottici e le bande trasversali, che alterano la percezione dello spazio. In aggiunta, vengono utilizzate chicane e chicane visive, progettate per modificare la traiettoria di marcia, insieme a piattaforme e attraversamenti pedonali rialzati, che trasformano fisicamente la carreggiata e spingono i conducenti a rallentare, in particolare in prossimità di aree sensibili.
Nonostante l’attenzione verso i denti di drago, le soluzioni già adottate in Italia per ridurre la velocità si sono rivelate efficaci e ampiamente utilizzate. La discussione sulla loro possibile introduzione solleva interrogativi sulla reale necessità di questa segnaletica nel contesto attuale.





