L’intera industria dell’Automotive è finita in una crisi profonda. Persino i top brand giapponesi sono piombati in un declino che appare incontrovertibile.
C’era una volta la solidità del Paese del Sol Levante. I tecnici giapponesi erano tra i più “tranquilli” del proprio lavoro nel car market. Gli affari volano a gonfie vele. Tutto questo si sta sgretolando a causa della crescita drogata dei business cinesi che stanno stravolgendo la filiera. In un gioco al massacro persino i puristi sono costretti ad accettare il compromesso di guidare auto low cost.
Se parliamo di bassi prezzi nessuno potrà reggere il confronto con la Cina, nemmeno gli indiani. L’ex dirigente della Nissan, Carlos Ghosn, ha ammesso che il Governo giapponese sta spingendo Honda a stipulare l’accordo per il bene dell’economia. L’ex CEO della Nissan, senza tanti giri di parole, ha fatto intendere che i fili delle trame manageriali oggi sono mosse dai vertici della politica. La notizia di una possibile fusione tra i due colossi nipponici nascerebbe da una crisi talmente forte che avrebbe il potenziale di portare chiusure e licenziamenti nei prossimi anni. L’ex CEO di Nissan Carlos Ghosn ha scelto di condividere i suoi pensieri sul potenziale accordo con Honda. In una recente intervista con Bloomberg, l’ex boss del marchio ha deciso di puntare il dito contro l’alleanza che avrebbe ragioni, esclusivamente, di carattere emergenziale.
“Secondo me è una mossa disperata – ha affermato Ghosen a Bloomberg – Non è un accordo pragmatico perché, francamente, le sinergie tra le due aziende sono difficili da trovare. Non ci sono praticamente [aspetti] complementari tra le due aziende. Sono negli stessi mercati. Hanno gli stessi prodotti. I marchi sono molto, molto simili“.
Ghosn è consapevole che la fusione proposta non sia qualcosa di omogeneo tra i due brand giapponesi. Crede che il Ministero dell’Economia, del Commercio e dell’Industria (METI) del Giappone stia spingendo l’accordo per sostenere l’economia nipponica e che Honda non ne sia affatto contenta della decisione. “Avendo vissuto in Giappone per così tanti anni, capisco quanto possa essere influente il METI – ha annunciato Ghosn – Secondo me, non c’è una logica industriale in questo, ma c’è un momento in cui devi scegliere tra prestazioni e controllo. Ovviamente se puoi avere entrambi, è meglio. Ma ci sono momenti in cui devi scegliere e, senza alcun dubbio, con il METI e tutto quello che so da esso, preferiscono il controllo alle prestazioni. Quindi hanno spinto Honda nell’accordo, senza alcun dubbio“.
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