Tragedia nel motorsport, addio al pilota: l’incidente è stato fatale

I drammi fanno parte della storia del Motorsport. Gioie e dolori di una disciplina che mette in risalto, da sempre, il coraggio dei suoi protagonisti.

Chi decide di prender parte a sfide estreme come la Dakar è consapevole di correre dei rischi ad ogni tappa. E’ il prezzo da pagare per provare delle emozioni fortissime alla guida. In particolar modo i centauri sono esposti con il loro corpo in caso di caduta. E’ la storia della Dakar che racconta di decine di morti sul campo di battaglia.

Tragedia nel motorsport, addio al pilota: l'incidente è stato fatale
Lutto nelle moto – Derapate.it

Si tratta di una esperienza old school che spinge tutti i piloti al limite della sopportazione fisica. Occorre essere molto preparati già solo per pensare di completare una Dakar. Nel corso degli anni abbiamo avuto modo di intervistare diversi rider che hanno preso parte all’evento e tutti si sono emozionati nel raccontare le sensazioni che si provano nel deserto. Si stratta di affrontare anche in solitaria le riparazioni dei veicoli al termine di una giornata di gara pesantissima.

Lo scenario è di quelli che possono essere considerati un paradiso, ma anche un inferno. Il deserto non perdona nessuno. Il centauro Falcón stava prendendo parte alla sua seconda Dakar, nella categoria Original by Motul, riservata a coloro che affrontano la sfida senza assistenza tecnica. Il nativo di Tarragona era un ingegnere informatico e aveva un forte interesse per le due ruote. Nella vita si divertiva anche a fare l’istruttore di moto e guida turistica. Purtroppo gli incidenti fatali sono una realtà quotidiana.

L’incidente fatale alla Dakar

Carles Falcón correva con il TwinTrail Racing Team. E’ stata proprio la squadra ad annunciare la morte dello spagnolo. L’incidente, durante la seconda speciale di gara in sella alla sua KTM, dopo più 400 km percorsi, è stato fatale. Sin da subito si era capito che le condizioni fossero disperate. Il 45enne si era procurato un edema cerebrale, determinato dalla frattura della vertebra C2.


La caduta era stata violentissima. Si era fratturato anche cinque costole, il polso sinistro e la clavicola. Entrato in coma indotto nell’ospedale di Riyadh, era stato riportato in Spagna per continuare il decorso medico. Purtroppo la Dakar, quasi ogni anno, fa registrare un decesso. Il Motorsport è pericoloso e non lo scopriamo oggi. Sono tutti consapevoli dei rischi ma la passione è più forte della paura. I fenomeni delle due e quattro ruote lottano contro il tempo sulle dune per lasciare un segno.

I protagonisti sono svariati e tutti con storie diverse. Vi sono veterani come il padre di Carlos Sainz e persino l’ex rider della Ducati in MotoGP, Danilo Petrucci, è stato affascinato dalla competizione. Prese parte ad una edizione anche il bicampione del mondo di Formula 1 Fernando Alonso. Lo spirito è, totalmente, differente rispetto alle massime competizioni del Motorsport. Soltanto i migliori riescono a completare tutte le gare in tempi validi. I guai tecnici sono un altro fattore determinante. Il centauro spagnolo, a bordo della KTM 450 Rally Replica, era caduto lo scorso 7 gennaio.

È con grande tristezza che abbiamo appreso dalla sua famiglia la morte del pilota spagnolo Carles Falcon. Nella speciale della seconda tappa da Al Henakiyah a Al Duwadimi, il corridore ha subito una pesante caduta dopo 448 km. Le équipe mediche, intervenute tempestivamente sul posto, hanno potuto valutare la gravità delle sue condizioni. È stato trasportato in aereo all’ospedale di Al Duwadimi, prima di essere portato all’ospedale di Riyadh e poi rimpatriato in Spagna pochi giorni dopo. Nonostante i migliori sforzi dei medici, il pilota è morto a causa delle ferite riportate“, recita il comunicato della Dakar.

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