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Bonus disoccupati, tutte le agevolazioni previste nel 2023: per tornare a sorridere

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Giovanni Messi

Negli ultimi giorni è arrivato il Bonus Sar disoccupati, che prevede degli incentivi non da poco. Ecco ciò che c’è da sapere.

Il momento che stiamo vivendo è molto difficile per una serie di categorie, ed oggi vi parleremo di alcuni aiuti previsti tramite in Bonus Sar disoccupati. La crisi economica che ci ha investito in questi ultimi anni è stata terribile, portando tante persone ad essere licenziate, restando magari senza entrate con famiglie da mantenere.

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Il Bonus Sar disoccupati non risolverà di certo tutti i problemi, ma si tratta di un importante aiuto che verrà erogato a chi avrà le carte in regola per ottenerlo. A questo punto, è ora di scoprire di cosa si tratta nel dettaglio, e soprattutto, a chi spetta con certezza e come richiederlo.

Bonus disoccupati, ecco di cosa si tratta

In Bonus Sar disoccupati è una prestazione che viene erogata dall’ente bilaterale della somministrazione Forma.Temp. Essa va ad aggiungersi alla Naspi come un ulteriore beneficio di mantenimento, per aiutare tutte quelle persone in difficoltà e che al momento attuale non riescono a ritrovare un’occupazione dopo averla perduta.

Si tratta di un bonus una tantum, che, dunque, viene erogato una volta soltanto e non ogni mese, come invece avviene con il reddito di cittadinanza. Va però specificato che il Bonus Sar disoccupati non spetta a tutti coloro che lavoravano e che hanno perduto l’occupazione da poco tempo, ma questo lo vedremo più avanti.

Il Bonus Sar viene erogato una volta che è stata fatta domanda e che è stato verificato che tutto ciò che era necessario sia in regola, ed a quel punto, il richiedente ottiene i soldi. L’ammontare di tale beneficio parte da 780 euro sino ad arrivare ad un massimo di 1100 euro, e nel paragrafo più in basso, vi spiegheremo a chi andrà la cifra più bassa ed a chi quella più bassa in programma.

Ecco a chi spetta questa grande novità

Il Bonus Sar disoccupati, come affermato poco fa, non spetta a tutti coloro che hanno perso il lavoro da poco tempo (almeno 45 giorni), ma a coloro che erano occupati mediante somministrazione, ovvero l’ex interinale, sia con contratto di lavoro a tempo determinato che a tempo indeterminato.

Per gestire al meglio la situazione e capire come distribuire il denaro, in base anche alle diverse cifre che vi abbiamo riportato poco fa, è stata fatta un’apposita graduatoria di tre categorie, che ora vi andremo a descrivere nel dettaglio. Ecco come saranno divise le distribuzioni di denaro:

  1. Prima categoria: Per far parte di essa, occorre essere dei disoccupati che hanno lavorato per almeno 110 giorni, o in stato di disoccupazione da 45 giorni negli ultimi 12 mesi dall’ultimo giorno di lavoro in somministrazione. A questa categoria, ed anche alla seconda, spetta il contributo massimo di 1110 euro;
  2. Seconda categoria: Disoccupati da non meno di 45 giorni, alla condizione che sia stato terminato il lavoro e che sia stata ultimata tutta la procedura in Mancanza di Occasioni di Lavoro;
  3. Terza categoria: Serve essere disoccupati da non meno di 45 giorni, con un minimo di 90 giorni di lavoro effettuati. A questa categoria spetta il contributo minimo di 780 euro.

Come poter ottenere il Bonus Sar

Il Bonus Sar disoccupati può essere ottenuto mediante una richiesta che va fatta in via telematica, come ormai quasi tutto al giorno d’oggi in cui la tecnologia la fa da padrona. Sul sito web “Forma.Temp“, infatti, si può compilare la domanda ed inoltrarla, ma c’è comunque un cavillo anche in questo caso.

Infatti, andrà compilata e spedita tra il 106° ed il 173° giorno successivo all’ultimo rapporto di lavoro. Ci sono alcune documentazioni che andranno presentate per avere la certezza di ottenere il bonus, ovvero:

  • Codie Fiscalo o Tessera Sanitaria;
  • Copia delle buste paga che confermano il fatto di aver svolto delle giornate in somministrazione, ovvero 110 o 90 giornate nel corso dell’ultimo anno. In tutte le buste paga che vengono presentate, è obbligatoria anche quella finale, ovvero quella di cessazione;
  • Occorre anche l’estratto del Conto Previdenziale, che viene emesso dall’INPS dopo 105 giorni o più dall’ultimo giorno lavorativo. In esso vengono confermati ed ufficializzati i 45 giorni di disoccupazione necessari per ottenere il Bonus;
  • Servono anche, se presenti, i certificati che attestano la malattia, la maternità o gli eventuali infortuni;
  • Se c’è stato un licenziamento volontario, ovvero una dimissione, serve anche la documentazione dell’INPS che confermerà il riconoscimeto della Naspi.

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