Lapo Elkann si scaglia contro la Ferrari: enorme delusione per la Rossa

La Ferrari ha vissuto un inizio di stagione terribile, con Lapo Elkann che non fa sconti alla Rossa. E dal fratello John non ci sono commenti.

Quella di oggi è la Ferrari della vergogna, ridotta a fare da comparsa nel mondiale di F1, senza la minima intenzione di provare a vincere e di contrastare gli avversari, sia sul piano tecnico che sportivo e regolamentare. Quello che è accaduto in Australia con la penalità inflitta a Carlos Sainz ne è l’ennesima prova.

Ferrari Lapo Elkann (LaPresse)
Ferrari Lapo Elkann critica la squadra (LaPresse)

Lo spagnolo, che urlava disperato via radio per i 5 secondi inflitti dalla direzione gara a seguito del contatto con l’Aston Martin di Fernando Alonso, è stato lasciato solo, con Frederic Vasseur che ha dichiarato, in mondovisione, che sarebbe stato inutile presentare un appello.

Ma davvero questa squadra è degna di essere chiamata Ferrari e di continuare la tradizione vincente di questo marchio? La risposta è assolutamente negativa, visto che questa situazione va avanti da troppo tempo. La SF-23 è una monoposto imbarazzante, che era stata presentata in pompa magna meno di due mesi fa, e che invece è una semplice carriola, ridottasi a soffrire per tenere dietro l’Alpine.

Qualcuno dirà che siamo troppo severi, ma è chiaro che ciò che stiamo affermando, seppur in maniera nuda e cruda, non rappresenta altro che la realtà dei fatti. La Rossa è soltanto una lontana parente di quella che strapazzava gli avversari agli inizi degli anni Duemila, ed ha imboccato una parabola discendente che ormai pare non avere fine.

Il primato negativo dei 21 anni intercorsi tra il titolo di Jody Scheckter del 1979 e quello di Michael Schumacher del 2000 verrà sicuramente battuto, perché questo è un team che non ha speranze di dar battaglia ai colossi rivali. Dal 2026 arriverà anche l’Audi, che di certo non sarà in pista per partecipare, al contrario del Cavallino.

Ferrari, Lapo Elkann è duro contro il Cavallino

Una critica durissima alle figure barbine che sta accumulando la Ferrari è arrivata da Lapo Elkann, che avrà tutti i difetti del mondo, ma che è ben più presente del fratello John, ovvero il presidente del Cavallino. Sul suo account Twitter, il rampollo della famiglia Agnelli ha palesato tutta la sua frustrazione.

Ecco cosa ha scritto: “Formula 1 Ferrari, it’s time to wake up“, frase che ha un significato ben preciso, ovvero che è ormai ora di svegliarsi. La verità è che non c’è la minima voglia di farlo, visto che la Rossa di oggi dà l’idea di un team storico che è ormai in pista solo per partecipare e portare a casa i guadagni che le spettano dalla FIA. L’addio di Mattia Binotto e l’arrivo di Frederic Vasseur non hanno cambiato nulla sul fronte politico, ed occorrerà tanto tempo per valutare gli effetti tecnici.

A questo punto, non resta altro da fare che affrontare l’ennesima stagione in cui pensare alla vittoria equivale ad un miraggio, così come anche ad un podio. La SF-23 è la quarta forza in campo, ed è assurdo che John Elkann non rilasci mai una dichiarazione, al contrario di quanto fa spesso suo fratello.

Il fratello e presidente John è del tutto disinteressato

Clamoroso il fatto che le critiche alla Ferrari arrivino dal sempre passionale Lapo Elkann, mentre suo fratello John, ovvero il presidente del Cavallino, non si è ancora espresso su questa situazione a dir poco imbarazzante. Il chairman di uno dei marchi più famosi del mondo se ne frega, ma di questo non avevamo dubbi.

Lo scorso 14 febbraio, giorno della presentazione della SF-23, John Elkann non si è nemmeno presentato, e si è limitato ad un breve commento per parlare di questa nuova monoposto, che si è poi rivelata un fallimento. I tempi in cui Luca Cordero di Montezemolo seguiva i week-end di gara dal muretto, a soffrire con i tecnici e tutto il resto della squadra, sono maledettamente lontani.

Ferrari
Ferrari (Ansa Foto)

Il problema della Scuderia modenese deriva dall’altro, da un presidente che non ha fatto nulla per impedire l’introduzione della direttiva tecnica TD39 dello scorso anno, così come nel caso dell’accordo segreto con la FIA che ha tarpato le ali alla power unit nel biennio 2020-2021. Di questo passo, il titolo mondiale non tornerà mai a Maranello.

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