Auto a metano, quale destino spetta loro? Ecco il loro futuro

MDal successo del recente passato alle difficoltà post conflitto tra Russia e Ucraina. La categoria delle auto a metano è in crisi nera!

Bisogna evolvere, cambiare, adattarsi per non perire o rimanere indietro, così come fatto con le auto elettriche e i loro vantaggi. I veicoli a gas arrivarono in Italia a fine anni ’90, esplodendo del tutto nei primissimi anni 2000. Per tanti anni sono stati la risposta, riempiendo il mercato e vendendo moltissime unità. Oggi la categoria delle auto a metano soffre da morire, è sull’orlo del baratro e le prospettive future sono poco chiare.

Auto a metano (ANSA)
Auto a metano (ANSA)

Il conflitto tra Russia e Ucraina ha toccato l’apice della sua violenta escalation il 24 febbraio del 2022, dopo quasi otto anni di scontri a musi duri. Senza voler scomodare le vittime e i problemi, ci mancherebbe, tra i tanti guai causati dalla suddetta guerra c’è anche quello di aver messo in ginocchio diversi settori tra cui quello automobilistico.

Materiali, siderurgia, agricoltura, benzina e quant’altro, tutti alterati in negativo dal conflitto. Il settore automobilistico soffre particolarmente: sono saliti i costi della benzina ad esempio e le auto a metano sono sull’orlo del baratro. Ma facciamo un passo indietro. L’Italia vide l’arrivo dei veicoli a gas nel 1997, quando la Fiat promosse la sua Marea 1.6 BiPower.

In neanche cinque anni ci fu l’esplosione dei veicoli a gas che toccarono l’apice intorno al 2010. Molti investirono in tali vetture, credendole la risposta definitiva ad inquinamento e costi contenuti. In parte era vero, ma come tutto passa di moda e diventa obsoleto. I mezzi a gas sono ancora la risposta giusta?

O per meglio dire, possono ancora tornarci utili ed essere compatibili coi tempi che viviamo? In parte sì, ma serve un cambiamento. Andiamo dunque a scoprire quale futuro spetta ai veicoli a gas: ecco come possono continuare ad esistere.

Auto a metano, futuro incerto: biometano o elettrico!

Ma a che punto sta il settore delle auto a metano? In mezzo ad uno stagno putrido con tanto di sabbie mobili che tentano di tirarlo giù definitivamente. Abbiamo reso bene l’idea. Pensate che la benzina ha ormai sforato i 2 euro al litro, col metano una volta decisamente più basso ed oggi invece arrivato oltre gli 1,7 euro al chilogrammo.

Ci sono alternative? Pochissime e non economiche. Sicuramente un’idea è quella di passare alle auto elettriche ma è più facile a dirsi che a farsi. In Italia scarseggiano gli incentivi ma qualcosina c’è soprattutto a livello di bollo, assicurazione e manutenzione. Il grosso problema riguarda la spesa iniziale dato che per acquistarne una sono richiesti non meno di 20mila euro.

E per il gas? Ci si sta lavorando, intensamente. La ricerca è complessa ma procede spedita, si punta a cambiarne lo status per trasformare il metano in sostenibile. Si sta cercando di offrire una fonte rinnovabile per il metano che prenda il nome di biometano. Il biometano alimenterà tutte le tipologie di mezzi in forma liquefatta oltre che gassosa.

Lo svolta non è certo dietro l’angolo, anche perché in Italia il passaggio al green ancora viene largamente rifiutato. Nel frattempo il pianeta chiede aiuto, bisogna aiutarlo e scoraggiare col tempo l’acquisto sia di mezzi a benzina che a diesel. Tra il 2030 e il 2035 ci si è posti l’obiettivo di fermare le produzioni di tali vetture, poi anche il gas verrà messo nel mirino e successivamente bandito.

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