Superbike, 2023 spartiacque? La Ducati deve far attenzione

La Superbike è pronta per regalarci una nuova stagione esaltante, con la Ducati che parte da favorita. I rivali vogliono il riscatto.

Lo spettacolo della Superbike sta per prendere il via. Le derivate di serie inizieranno a darsi battaglia nel week-end previsto tra il 26 ed il 28 febbraio, per il Gran Premio d’Australia in programma a Phillip Island. La caccia è ovviamente ad Alvaro Bautista, il campione del mondo in carica che sulla Ducati ha fatto faville nel 2022.

Superbike Ducati deve far attenzione ai rivali (ANSA)
Superbike Ducati deve far attenzione ai rivali (ANSA)

Lo spagnolo ha letteralmente dominato la scena, battendo Toprak Razgatlıoğlu sulla sua Yamaha e la Kawasaki di Jonathan Rea. Il passo imposto dalla Panigale è stato eccezionale, ma questo non significa che la concorrenza si tirerà indietro nel 2023, dove i due principali rivali vorranno vendetta sin dalle prime gare.

Tra coloro che saranno da tenere maggiormente sott’occhio ci sarà Danilo Petrucci, anch’egli in sella alla Ducati, che in Superbike vuole tornare a sfidare i primi della classe. Quali sono i favoriti? Cercheremo di scoprirlo nelle prossime righe, verso una stagione che ci offrirà tanti spunti d’interesse.

Superbike, Rea e Razgatlıoğlu a caccia di Bautista

Alvaro Bautista prenderà il via nella nuova stagione di Superbike da campione del mondo in carica, ma secondo lui c’è ancora qualcosa da migliorare sulla sua Ducati Panigale. Lo spagnolo ne ha parlato recentemente, ma attorno alla casa di Borgo Panigale c’è tanta fiducia visto l’esito della passata stagione.

Ecco le sue parole: “La stagione scorsa è stata davvero strepitosa, quasi perfetta. In sella ero davvero a mio agio con questa moto, ma in questo sport non si smette mai di imparare. Credo che si possa ancora imparare dai miei errori. Un momento migliore ed uno peggiore? La vittoria del titolo vince su tutto, ma c’è da dire che la caduta di Donington è stata molto difficile da digerire“.

Il campione del mondo della Superbike ha spiegato quel momento difficile: “Non è tutto legato alla caduta, ma anche per via del dolore alla mano che mi sono portato dietro per tante settimane. Se c’è una cosa che dobbiamo migliorare nella Panigale è qualche briciolo di turning, questo è il nostro punto debole che dobbiamo sistemare, ma per il resto mi sento a posto con la nostra moto. Se c’è un pilota sporco? Forse Rea, ma è aggressivo, non sporco“.

Bautista è consapevole delle difficoltà che ci saranno nel nuovo campionato, perché due mastini come Jonathan Rea e Toprak Razgatlıoğlu, che ha dovuto dire addio (almeno per ora), al numero 1, cedendolo al nuovo campione del mondo. Il turco, iridato nel 2021, non è riuscito a difendere il titolo, e la Yamaha sa di dover lavorare molto per cercare di tornare al top.

Lo stesso discorso è valido per la Kawasaki, ed entrambe non possono accettare un’altra annata difficile come quella passata. La Ducati sembra aver preso un vantaggio notevole nel mondo delle due ruote, visto ciò che è accaduto anche in MotoGP con Pecco Bagnaia e con i tre titoli portati a casa.

Ora tutti si chiedono se e quanto possa durare la superiorità della casa di Borgo Panigale, che in entrambe le classi sembra aver preso un vantaggio difficile da colmare. La Yamaha è quella che ha perso maggiormente competitività negli ultimi anni, sia per quanto riguarda la top class che per le derivate di serie, e tanti problemi derivano ovviamente dal discorso motoristico.

Tra la Yamaha e la Kawasaki, nelle ultime settimane, ci sono state anche delle scintille non da poco, tutto riguardo al discorso ingegneri. La casa di Iwata ha scippato alle “verdone” il tecnico dei dati di Razgatlıoğlu, vale a dire Christophe Lambert, ma i connazionali non sono stati da meno portandosi a casa Davide Gentile, che lavorava per Rea.

I due colossi giapponesi sanno di non poter lasciare nulla al caso per cercare di evitare un nuovo dominio della Ducati, che lo scorso anno ha ammazzato la competizione nella parte finale della stagione. La Panigale, comunque, deve migliorare alcuni punti critici, come quello descritto in precedenza da Bautista che riguarda il turning, ovvero la percorrenza e l’agilità in curva. Corretto quel difetto, la Rossa griffata Aruba.it, diventerebbe la moto perfetta, pressoché imprendibile per i rivali.

Al via del campionato manca un mese e mezzo, e per le squadre c’è davvero poco tempo per migliorare le proprie moto e presentarsi in maniera competitiva. Non ci si attende troppo da Honda e BMW, le quali faranno da outsider, senza però poter pensare di battagliare per il mondiale, a meno di colpi di scena. Il tempo dei pronostici sta ormai per terminare, è tempo di far parlare la pista.