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Problemi anche in Cina per l’auto: spunta una soluzione, ora il mercato trema

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Davide Russo

Vi sono Case costruttrici che stanno avendo numerosi problemi sul piano commerciale. Ecco i marchi cinesi che, secondo gli analisti, potrebbero non riuscire ad andare avanti da sole.

Le trame dell’automotive cinese sono mosse dal Governo centrale di Pechino. La nascita e la crescita di tantissimi brand del Paese del Dragone Rosso è avvenuta, negli ultimi anni, sotto la spinta politica di uomini che hanno guardato lontano. Si sono mossi prima per creare un nuovo impero motoristico, il primo della loro storia, sfidando le convenzioni e super potenze giapponesi, coreane e americane. L’Europa è rimasta a guardare gli investimenti sulle terre rare, stendendo un tappeto rosso alla diffusione di EV con la dead line del 2035.

Auto cinesi – Derapate.it

BYD è diventato il nuovo colosso della filiera delle quattro ruote, differenziando la produzione di EV e auto ibride. Dopo aver superato Tesla, nel giro di poco si avvicinerà ai numeri di Toyota. Va ricordato che sono una miriade i marchi fondati in Cina per condividere tecnologie, piattaforme e powertrain, ma ora rischiano concretamente di rimanere indietro. I major dell’industria, infatti, stanno iniziando a fagocitare i pesci piccoli in un mare di proposte a zero emissioni. In Cina, dove i produttori devono trovare il modo di collaborare, sta nascendo una esigenza obbligata.

I marchi in crisi dell’automotive cinese

Zhu Xican, professore della Facoltà di Ingegneria dell’automobile dell’Università di Tongji, con sede a Shanghai, ha analizzato la situazione. L’insegnante ha annunciato che alcune startup come NIO, Xpeng o Li Auto, sono destinate a chiudere entro 3 anni se non uniranno le forze.

La crisi dei brand cinesi: NIO – Derapate.it

Se nessuna delle tre startup di veicoli elettrici fallisce prima, la probabilità che sopravviva in modo indipendente è pari a zero. Devono fondersi, ristrutturarsi e collaborare il prima possibile“, ha annunciato Zhu Xican, come riportato sulle colonne di InsideEVs. In base ai dati forniti dallo specialista, qualsiasi costruttore di veicoli elettrici che venda meno di 2 milioni di veicoli all’anno non sopravvivrà, perché con volumi minori non ci sarà futuro.

Se non si innova in modo adeguato, il progresso tecnologico per questi brand si arresterà con il risultato che perderanno competitività e andranno a spegnersi gradualmente”, ha aggiunto il professore di Tongji. Dello stesso avviso è anche Li Yanwei, membro del Comitato di Esperti della China Automobile Dealers Association, che ha aggiunto: “Non credo che ci saranno molte aziende in grado di sopravvivere, perché, dopotutto, l’elefante nella stanza si chiama BYD. Non credo che altre piccole aziende avranno molto valore nella loro esistenza“.

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