Le auto sono da sempre sinonimo di inquinamento se si parla di veicoli a combustione interna, ma un componente inquina più del motore.
Da anni a questa parte, il tema dell’inquinamento è centrale nel mondo delle quattro ruote, ed ha portato ad una grossa revisione delle tecnologie che vengo utilizzate nel settore auto. Sotto accusa sono finiti principalmente i motori a gasolio, soprattutto a seguito del dieselgate che ha colpito la Volkswagen nell’ormai lontano 2015. C’è bisogno di tecnologie più pulite per garantire una mobilità sostenibile, e che sia meno impattante sul destino del nostro pianeta.
Per questo motivo, hanno fatto la loro comparsa delle leggi anti-inquinamento sempre più aspre, in modo da togliere di mezzo i veicoli più vecchi ed inquinanti, facendo strada all’ibrido ed all’elettrico. Come ben noto, la clientela al momento non si è fatta abbindolare, soprattutto a causa degli alti prezzi delle auto ad emissioni zero, che non hanno conquistato l’ambiente. Tuttavia, oltre al tema motori, una recente ricerca ha dimostrato che un componente delle nostre vetture inquina molto di più rispetto ad un motore diesel. Si tratta di una novità che potrebbe creare nuove rivoluzioni e costringere i costruttori ad un ribaltone clamoroso nei processi di produzione.
Le auto inquinano in tutto il loro ciclo vitale, ma oltre ai motori, ci sono altri elementi che possono risultare fatali per il nostro pianeta e la nostra salute. Secondo uno studio svolto dall’Università di Southampton, nel Regno Unito, le particelle microscopiche emesse dai freni sono dannosissime per i nostri polmoni, più di un motore a gasolio. Il gruppo di scienziati è stato guidato dal dottor James Parkin, ed ha portato a risultati sorprendenti e drammatici per la nostra salute. L’analisi si è svolta attorno a quattro diversi tipi di pastiglie dei freni, realizzati con varie composizioni chimiche.
Le particelle più attenzionate sono state le più piccole, ovvero le PM2,5, che sono più piccole anche del diametro di un capello umano. Queste particelle possono superare le vie aeree polmonari e penetrare sino agli alveoli polmonari, dove c’è lo scambio tra ossigeno ed anidride carbonica verso e dal flusso sanguigno. I risultati della ricerca dimostrano che la colpa principale di questo potenziale disastro è data dal rame, e la riduzione del suo contenuto potrebbe diminuire gli effetti nocivi. Anche le auto elettriche, in tal senso, sono molto inquinanti, e dai freni arrivano particelle ancor più dannose per l’uomo, visto che sono più pesanti e richiedono un maggior sforzo da parte delle pastiglie dei freni stessi.
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