Il numero 1 della Renault, Luca De Meo, ha lanciato un appello contro la regolamentazione che ha portato il costo delle auto ad essere proibitivo per la fascia media.
E’ un periodo molto complesso per gli europei. La crisi dell’Automotive è un riflesso del tracollo economico che sta vivendo in questa fase il cittadino medio. Il potere d’acquisto è sempre minore e mettere da parte dei soldi sta diventando, praticamente, impossibile. I costi delle auto di ultima generazione sono diventati troppo alti. Luca De Meo, il manager italiano che ha risollevato le sorti di Renault, ha spiegato quale è il reale problema dell’Industria dell’Automotive del Vecchio Continente.
Tra la morsa dei dazi imposti da Donald Trump e l’exploit dei marchi cinesi, la Casa francese si è trovata a prendere delle decisioni audaci che stanno pagando. De Meo, infatti, ha puntato su una immagine green ma senza dimenticare i valori storici della Renault. Uno temi più caldi è quello legato all’ecologia. Le auto che sono nate in nome di una rivoluzione a zero emissioni sono uscite sul mercato a prezzi proibitivi.
In occasione del convegno organizzato da Energia Popolare De Meo si è sbilanciato sulla questione. L’evento, ospitato presso il Kilometro Rosso, hub tecnologico nei pressi di Bergamo, ha avuto una cassa di risonanza enorme dopo le dichiarazioni rilasciate dal numero 1 della Renault. Tra pochi giorni la Commissione Europea svelerà il Clean Industrial Deal, un piano per rilanciare l’industria green, e il 5 marzo si discuterà il futuro dell’automotive.
Intervenuto in collegamento da Parigi, De Meo ha annunciato: “Gli studi indipendenti dimostrano che nel 70% dei casi l’auto elettrica ha un’impronta ambientale inferiore, ma non risolve tutto. Va benissimo per il traffico cittadino, meno per i trasporti su lunga distanza o i camion”.
De Meo ha tuonato: “Negli ultimi vent’anni l’età media delle vetture in Europa è passata da 7,5 a 12 anni. Per quanto i motori siano migliorati, sono le auto più vecchie a emettere più CO2. Cento anni fa un operaio poteva permettersi una Ford-T. Oggi non può nemmeno acquistare una Dacia”. Il problema è legato ai costi di produzione. “Aggiungere 400 euro di dispositivi di sicurezza su una Twingo incide molto di più che su una berlina di lusso”, ha sancito il numero 1 della Renault.
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