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L’antifurto più pericoloso di sempre “funzionava”, ma che disastro: il ladro fa una brutta fine (VIDEO)

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Daniele Petroselli

Di sistemi antifurto per auto ce ne sono diversi, ma quello che a fine anni Novanta è nato in Sudafrica ha qualcosa di incredibile.

Da quando esiste l’automobile e con la loro commercializzazione su grande scala, si è sempre cercato in qualche modo di proteggere il mezzo dai tentativi di furto. Leggenda narra che il primo furto documentato è del 1896 e avvenne vicino Parigi. Ad essere rubata fu una Peugeot di un certo Baron de Zuylen, fondatore dell’Automobile Club di Francia. E ora ormai un sistema per evitare che certi “incidenti” capitino, o che quantomeno rendano difficile la vita al ladro, sono la normalità.

I tentativi di furto delle auto sono ormai all’ordine del giorno – derapate.it

In molti però non sanno che tra i tanti metodi antifurto c’è chi ne ha inventato uno di sistema antifurto decisamente bizzarro, ma soprattutto pericolosissimo. In particolar modo per chi tenta di rubare l’automobile. E pensare che era stato anche dichiarato legale.

Auto, un antifurto “bollente”

Per raccontarvi questa storia dobbiamo andare fino in Sudafrica alla fine degli Anni Novanta, quando ancora il Paese era in pieno post-apartheid. Qui i furti d’auto violenti erano all’ordine del giorno, tanto che Johannesburg era la capitale mondiale di questi episodi. Per questo tal Charl Fourie tirò fuori un metodo ingegnoso quanto inquietante. Infatti venivano montati otto ugelli, quattro su ogni lato dell’auto, e da dentro il conducente poteva azionarli con un pulsante. Da qui usciva un gas che, grazie a una scintilla da 14.000 volt, dava vita a delle fiammate incredibili.

La storia di un antifurto particolare – derapate.it

Secondo le leggi sudafricane in vigore al momento dell’invenzione del Blaster (così si chiamava questo modello di antifurto) il sistema era completamente legale, anche perché a essere feriti erano solo gli autori del furto d’auto. Peccato però che le controindicazioni erano diverse. All’epoca c’era chi protestò perché in caso di installazione di un antifurto simile, il pericolo era che i ladri decidessero di passare direttamente alle maniere forti uccidendo i conducenti con pistole o altre armi. E poi c’era il ferimento grave del ladro, o addirittura la morte, visto il getto del fuoco così ampio e la sua potenza.

Il sistema Blaster riuscì a essere prodotto per tre anni. Addirittura nel 1999 il suo inventore vinse l’Ig Nobel Peace Prize, una versione satirica del Nobel per la pace. Ma il sistema Blaster non fu mai bandito, ma venne velocemente dimenticato. Il suo declino fu in parte causato dal suo prezzo elevato, quasi 655 dollari (oltre i 600 euro). E non per la sua pericolosità.

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