L’ex amministratore delegato del Gruppo Stellantis, Carlos Tavares, si è esposto dopo quasi due settimane dalle sue dimissioni. Le sue parole hanno fatto tremare il colosso italo-francese.
L’uscita di scena di Carlos Tavares ha portato uno stravolgimento clamoroso in Stellantis. Dopo tante polemiche e rumor sulla scelta che ha condotto alle dimissioni il manager portoghese, finalmente c’è stata una esposizione mediatica. Raramente nel mondo dell’Automotive un exit aveva destato tanto stupore. L’ultimo tassello ora è stato elaborato dal diretto interessato con delle dichiarazioni scottanti.
In un’intervista rilasciata al settimanale portoghese Expresso, Tavares ha replicato alle accuse. Ha risposto a tante domande scomode, lasciandosi andare sulla reale situazione che c’è nel colosso italo-francese, comandato dalla famiglia Agnelli. Dichiarazioni che in pochi, probabilmente, si aspettavano a pochi giorni dalla scelta che stravolgerà le certezze del Consiglio di Amministrazione di uno dei player più importanti del mercato mondiale.
Tavares ha sempre fatto parlare i fatti nel corso della sua carriera manageriale, ma le sue scelte sull’elettrico hanno portato ad accese discussioni. Alla fine c’è stata una mancanza di consenso che ha generato la frattura totale. “È stata questa la motivazione principale che ha determinato la separazione, presa di comune accordo con il management di Stellantis“, ha spiegato Tavares.
Le dimissioni sono state presentate in maniera “pacifica, ponderata e consensuale, arrivate a seguito di un consenso che, come annunciato, era venuto a mancare all’interno del consiglio di amministrazione. Una scelta fatta “per non creare un rischio di disallineamento all’interno della governance dell’azienda“.
“Ci sono due tipi di piloti: quelli che, per evitare di forare uno pneumatico o danneggiare le sospensioni stanno lontani dai cordoli e cercano di ottenere il miglior tempo possibile guidando nella parte centrale della pista e c’è chi, per andare il più veloce possibile, passa sui cordoli. Atteggiamento perfettamente lecito ma più rischioso, pericoloso per le sospensioni e aggressivo per gli pneumatici. Io ovviamente rientro della seconda categoria“, ha tuonato Carlos Tavares.
Le polemiche sul suo stipendio non lo hanno ancora del tutto abbandonato. Tavares ha replicato: “Se l’azienda vuole comprare un certo manager e questo è disponibile solo per una certa cifra, si tratta semplicemente di una transazione che nessuno è obbligato ad accettare. A molta gente questa cosa non piace, ma a me sì“. Tornerà a stare nella madrepatria portoghese per un richiamo patriottico, come lui stesso ha ammesso nell’intervista, ma chissà cosa farà da grande uno dei manager più ricchi della storia dell’industria dell’Automotive.
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