La produzione della Casa modenese non è destinata a muoversi dalla Motor Valley nostrana. La decisione di Vigna gela Donald Trump.
Con una politica di dazi aggressiva il nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sta cercando di attirare l’interesse di major stranieri. Per evitare stangate diversi colossi dell’industria stanno prendendo la decisione di impiantare delle factory in Nord America. Le elezioni alla Casa Bianca hanno, nuovamente, messo in primo piano gli americani e di lavoro c’è ne sarà in abbondanza.
La Ferrari ha scelto di non lasciarsi sfiorare dalle strategie americane e non avrà problemi a gestire la grana dei dazi. Il Cavallino, infatti, ha una posizione così forte sul mercato che i collezionisti plurimilionari non si faranno spaventare dal pagamento di una tassa supplementare pur di poter guidare gli ultimi gioielli modenesi sulle strade di Los Angeles, New York e di tutte le città più importanti degli Stati Uniti.
Il tycoon ha minacciato anche Stellantis di applicare dazi del 100% se sposterà la produzione in Messico o Canada. La situazione a livello politico si sta facendo incandescente. Tutti sono preoccupati dall’invasione cinese e dal movimento della forza lavoro in altri lidi ma le reazioni nel Vecchio Continente sono state ben diverse.
“Venderemo le auto negli Stati Uniti, ma continueremo a produrle a Maranello“, ha affermato Benedetto Vigna, amministratore delegato di Ferrari. Nel corso dell’appuntamento di Reuters NEXT di New York, l’amministratore delegato non sembra farsi troppi patemi dei dazi che imporrà Donald Trump.
“Il nostro portafoglio ordini è piuttosto forte. Lui decide cosa fare nel suo Paese, noi ci occuperemo di queste nuove regole. Ci saranno tariffe per noi, per tutti. È positivo perché quando le realtà cambiano intorno a te, è un modo per promuovere sempre più innovazioni – ha aggiunto Benedetto Vigna – Volevamo semplicemente offrire ai clienti un’altra opportunità. In ogni caso, riceviamo denaro contante, dollari o euro a seconda del Paese. Amiamo il denaro contante. Non investiamo in criptovalute. Non vogliamo ottenere criptovalute e speculare: è un modo per rendere l’acquisto fluido“.
Inoltre il legame tra USA e Italia si è fatto ancora più stretto, dopo l’ufficialità dell’accordo tra Ferrari e il team Andretti-Cadillac di Formula 1 sulla fornitura delle PU dal 2026. Vigna ha spiegato: “Felici di essere stati scelti, ci rende molto orgogliosi“. Nonostante una grande concorrenza, la posizione della Ferrari sembra intangibile sul car market di lusso internazionale.
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