Giorgia Meloni continua a spingere sui motori termici e sui combustibili fossili, così come sul nucleare. Ecco le sue dichiarazioni.
Quello della mobilità è uno dei temi affrontati con maggiore frequenza dalla politica odierna, con diverse fazioni che si sono venute a creare nel corso degli ultimi anni. L’Europa ha scelto di puntare tutto sui motori elettrici, bannando la vendita e la produzione delle auto termiche dal 2035 in poi, ma solamente oggi sta iniziando a capire quanto tutto ciò potrebbe rivelarsi un errore, aprendo magari agli e-fuel. Questi ultimi potrebbero rappresentare l’unica speranza di salvezza per i motori a combustione interna, viste le poche vendite delle BEV.
Come detto in apertura, vi sono delle fazioni in termini di scelta sulle motorizzazioni del futuro, ed i governi di destra tendono a difendere sempre più spesso le alimentazioni tradizionali, opponendosi al dominio dell’elettrico. Come già fatto anche in passato, Giorgia Meloni è stata piuttosto dura in tal senso, difendendo i combustibili fossili ed anche l’energia nucleare, nel corso della famosa Cop29, vale a dire la conferenza sul clima che si è tenuta in questi giorni a Baku, in Azerbaijan.
Giorgia Meloni ha scelto di parlare di quella che è ben nota come l’energia nucleare, che l’Italia ha scelto di bandire nel 1987 dopo il disastro di Chernobyl, scelta poi confermata nel 2011. In seguito, ha puntato sulla difesa dei motori a scoppio, affermando: “Dobbiamo usare tutte le energie a nostra disposizione, non solo le rinnovabili, ma anche i biocarburanti e la fusione nucleare. L’Italia è all’avanguardia sulla fusione nucleare, nell’ambito della nostra presidenza del G7, abbiamo organizzato il primo incontro del World Fusion Energy Group, promosso dall’Agenzia Internazionale per l’Europa Atomica. Il nostro obiettivo è quello di rilanciare tale tecnologia, che può cambiare le carte in tavola“.
Dunque, la Meloni ed il suo Governo hanno le idee ben chiare. I motori termici ed i combustibili fossili vanno sfruttati, così come l’energia nucleare, in modo da garantire maggiori alternative in chiave futura, ben conoscendo i gravi limiti dell’elettrico. Al momento, le statistiche dicono che il discorso della premier non fa una piega, ma occorrerà seguire, passo dopo passo, quelli che saranno gli sviluppi di questo tipo di mercato.
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