Formula 1, scoppia il nuovo caso: ufficiale l’avvio delle indagini, è bufera

Non mancano le sorprese, al di fuori della griglia, in Formula 1. Un nuovo polverone rischia di distruggere l’immagine di un uomo simbolo.

Dopo l’inchiesta su Toto Wolff e consorte, il processo interno in Red Bull su Christian Horner, è di nuovo tempo di polemiche ed indagini. Se in pista lo spettacolo sembra ricalcare quello della passata stagione con un Max Verstappen già in formato mondiale, le investigazioni nelle stanze dei bottoni stanno infiammando l’inverno degli appassionati di Formula 1.

Formula 1, scoppia il nuovo caso ben sulayem
Nuova bufera in F1 (Ansa) derapate.it

Sembrerebbe quasi studiato a tavolino l’inizio di una indagine al mese nei confronti dei più illustri personaggi del circus. In Bahrain ha tenuto ancora banco il caso Horner. Sebbene il team principal inglese sia stato assolto dalle accuse di molestie nei confronto di una dipendente della RB che avrebbe ricevuto messaggi, foto e video scottanti, sono arrivate delle email anonime a poche ore dallo start della stagione a riaprire il caso. Sembrerebbe esserci una spaccatura profondissima tra due fazioni interne all’azienda, ma di fatto la famiglia Verstappen non ha difeso, pubblicamente, Horner.

L’immagine del manager della Red Bull Racing appare essere compromessa con lo spettro di un addio della Ford che potrebbe arrivare in caso di sua permanenza al muretto. In Bahrain Max Verstappen ha rifilato 20 secondi abbondanti al compagno di squadra, non avendo alcuna difficoltà nel confronto con i driver di Ferrari e Mercedes. Ad essere sprofondato indietro, nel confronto con il 2023, è stato Fernando Alonso. Quest’ultimo ha fatto il massimo in qualifica e in gara, non andando oltre una nona posizione, davanti al suo teammate.

Il nuovo polverone mediatico sarebbe nato proprio a causa dello spagnolo dell’Aston Martin. Un informatore segreto ha parlato ai microfoni della BBC, puntando il dito contro il Presidente della FIA. Ben Sulayem avrebbe abusato della sua posizione di potere, nel corso del Gran Premio dell’Arabia Saudita del 2023, per annullare una penalità inflitta al nativo di Oviedo. Sarebbe emerso in modo lampante anche da un documento redatto dall’Ufficiale del comitato etico di conformità della FIA, che i colleghi della BBC hanno avuto modo di controllare.

Accuse pesantissime al capo della FIA

Se, inizialmente, il caso sembrava limitato alle pressione che Sulayem avrebbe fatto a Abdullah bin Hamas bin Isa Al Khalifa, vicepresidente della FIA per lo sport nella regione Medio Orientale e del Nord Africa, presente a Jeddah nel 2023, in merito alla penalità data ad Alonso, ora è emerso che si tratta di un vero e proprio dossier.

Accuse pesantissime al capo della FIA ben sulayem
Ben Sulayem sotto accusa (Ansa) derapate.it

La FIA ha confermato che il responsabile della conformità ha ricevuto un rapporto che, nei dettagli, ha messo in luce tutte le potenziali accuse che coinvolgono alcuni membri dei suoi organi direttivi. Il Presidente della FIA avrebbe provato di impedire il normale svolgimento del GP di Las Vegas della scorsa stagione, chiedendo ai commissari di trovare artificiosamente un pretesto per negare l’idoneità al circuito cittadino americano. La prima edizione, sotto le luci della Strip, è andata in scena senza problemi, ma questo getta una luce sui contrasti tra la Federazione Internazionale dell’Automobile, con il suo numero 1 sotto accusa, e Liberty Media, proprietari del circus ed organizzatori della tappa in Nevada.

Il Dipartimento di Conformità sta analizzando queste segnalazioni, com’è prassi in questi casi, per garantire che il giusto processo sia portato avanti in maniera meticolosa“, è emerso da una nota della FIA che proverà a far luce su una inchiesta interna. Come sottolineato dal Corriere dello Sport nel faldone vi sarebbe anche il documento del 6 dicembre scorso sul presunto conflitto d’interessi nella famiglia Wolff ed eventuali rimborsi spese della presidenza non in linea con le leggi interne.

A Jeddah, invece, erano stati attribuiti 10 secondi di penalità ad Alonso perché il team aveva cominciato i lavori del pit stop, con un martinetto posteriore che toccava l’AMR23, prima che fosse stata correttamente scontata una precedente penalità di 5 secondi, dovuta al mancato posizionamento della vettura in griglia. Alonso ottenne la terza piazza, nel 2023, ma le ombre su quel podio iniziano ad essere ingombranti.

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