Una vera sorpresa per quanto riguarda il prezzo della benzina e le ultime misure prese per contrastare i continui rialzi al distributore
Un netto passo indietro che farà molto discutere. La decisione del Consiglio di Stato lascia pochi dubbi sulla direzione da intraprendere. Il Governo dovrà cercare nuove soluzioni per venire incontro agli automobilisti.
Il prezzo delle benzina alle stelle è una delle problematiche principali dei cittadini italiani in questo momento. Ormai da tempo, a dire il vero, andare al distributore è diventato un autentico salasso, con pochissimi margini di manovra. I rialzi costanti hanno portato ora il livello del costo dei carburanti ben al di sopra della soglia fatidica dei 2 euro al litro (il servito ha raggiunto picchi da 2,5 euro/l). Ovviamente continuare così non è più possibile, soprattutto considerando l’inflazione galoppante e le spese quotidiane da sostenere.
Il problema è che le soluzioni del Governo non sono idonee fino ad oggi per dare effettivamente una mano agli automobilisti. Questo non è un parere interessato ma una sentenza del Consiglio di Stato che ha bocciato di fatto la misura dell’esposizione del prezzo medio regionale nelle varie pompe di benzina. L’iniziativa era stata promossa lo scorso anno dall’Esecutivo con lo scopo di informare i cittadini e scoraggiare fenomeni di speculazione sul prezzo. La mossa aveva fatto discutere sin dall’inizio e ora arriva la stangata definitiva.
Già lo scorso novembre, il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso presentato da Fegica (Federazione Gestori Impianti Carburanti e Affini), Figisc (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti) e da molti esercenti, di fatto annullando il provvedimento. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy aveva deciso quindi di fare ricorso al Consiglio di Stato e ora è arrivata la sentenza definitiva.
La decisione dell’organo costituzionale prevede che l’art. 7 del d.m. 31 marzo 2023 è illegittimo e deve essere annullato. Il riferimento è appunto al famoso cartello che tutti i distributori dovevano esporre per far si che fosse conosciuto il prezzo medio regionale di benzina e diesel.
Tale prescrizione è stata descritta nella sentenza come “irragionevole e sproporzionata“. Per ovviare a questo tipo di problema basta poter accedere al sito del Ministero oppure scaricare l’app. Inoltre tra le prescrizioni è stato anche consigliato di trovare altre soluzioni, come “un QR-code che rinvii al sito del Ministero nella parte in cui fornisce le informazioni sui prezzi praticati in zona”.
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