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La Red Bull è un rullo compressore: ecco l’ultima trovata sulla RB19

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Giovanni Messi

In casa Red Bull non ci si ferma mai, e la conferma arriva dalla piccola novità tecnica introdotta a Melbourne. Ecco di cosa si tratta.

Il Gran Premio d’Australia non ha fatto altro che confermarci la netta superiorità della Red Bull, che in quel di Melbourne ha fatto un sol boccone degli avversari. Max Verstappen ha dominato dopo aver fatto segnare la pole position, mentre Sergio Perez ha chiuso quinto dopo essere partito dal fondo della griglia per il lungo in Q1 alla terza curva.

Red Bull RB19 con Verstappen a Melbourne (LaPresse)

Va detto che nel week-end del Gran Premio d’Australia abbiamo assistito ad una prova meno dominante rispetto alle prime due tappe, ma il tutto è stato spiegato in queste ultime ore. In base all’analisi delle telemetrie, si è visto come la power unit Honda non fosse al massimo per minimizzare i rischi in termini di affidabilità, dopo i problemi che c’erano stati in Arabia Saudita.

La Red Bull ha un grande vantaggio sulla concorrenza, che corrisponde alla famosa coperta lunga. L’auto è infatti superiore sia dal punto di vista del carico aerodinamico, che garantisce livelli di aderenza che le altre le invidiano, sia in efficienza, raggiungendo velocità di punta senza dare scampo ai rivali.

Questo le permette di andare in pista con assetti più carichi in termini di ala posteriore, gestendo meglio le gomme e restando comunque al top sul fronte delle top speed. Non contenti della loro superiorità, gli uomini del team di Milton Keynes hanno introdotto una piccola modifica all’ala anteriore in quel di Melbourne, che ha dato ottimi riscontri.

Red Bull, modifiche all’ala anteriore della vettura

Melbourne non è un circuito dove si portano grandi novità tecniche, principalmente per due motivi. Il primo è logistico, visto che si corre dall’altra parte del mondo, e sarebbe difficile far arrivare tutti i pezzi nuovi. Si tratta anche di una pista atipica, cittadina ed in cui è complesso valutare gli effetti degli upgrade. La Red Bull si è infatti limitata a fare una piccola modifica sull’ala anteriore, facendo capire come ogni dettaglio possa fare la differenza.

Come analizzato sulle colonne di “RacingNews365.com“, si è intervenuto in 3 modi diversi. Prima di tutto, i flap orizzontali sono stati allargati per garantire una deportanza maggiore. Si crea così una sorta di tunnel che convoglia l’aria attorno alle ruote anteriori, il che garantisce un aumento generale di carico ed una miglior gestione degli pneumatici.

Il profilo dei flap è ora più diretto verso l’esterno, ed un intervento di micro-aerodinamica ha riguardato anche gli endplates, ora più lavorati ed estesi anch’essi verso l’esterno. Insomma, il team di Milton Keynes non ha intenzione di lasciare nulla al caso, e c’è da dire che in tal senso, Adrian Newey è uno dei tecnici più scrupolosi che possano esistere.

La RB19 potrebbe realmente essere il suo capolavoro, la sua vettura più azzeccata, anche se fare una classifica esatta, con tutto ciò che ha vinto, non sarà facile. Questa Red Bull ha davvero tutte le carte in regola per vincere la totalità delle gare in calendario, una cosa che non è mai accaduta nella storia.

Gli sviluppi veri e propri inizieranno da Baku

La Red Bull aveva comunicato, dopo i test del Bahrain, che la RB19 non sarebbe cambiata nelle prime tre gare. A parte la modifica di cui vi abbiamo parlato, il siluro di Adrian Newey è ancora identico a quello delle prove invernali, e che poi ha dominato la scena a Sakhir, a Jeddah ed a Melbourne.

Qualche giorno fa, Jos Verstappen ha parlato di ingenti sviluppi che arriveranno nelle prossime tappe, e già in quel di Baku dovrebbero esserci i primi upgrade. Proprio in occasione del Gran Premio di Azerbaijan dello scorso anno, sulla monoposto anglo-austriaca venne introdotto un fondo nuovo ed anche una configurazione delle pance leggermente differente, senza ovviamente cambiare il concept vincente che ora sta facendo scuola.

F1 GP Australia (Ansa Foto)

La RB19 potrebbe seguire un percorso di sviluppo non troppo aggressivo visto il grande vantaggio che c’è sulla concorrenza, il che si andrebbe a collegare a quell’anno di vantaggio sui rivali del team di Milton Keynes di cui parlava Toto Wolff. Sconfiggere l’armata di Christian Horner con questo ciclo tecnico sarà una missione pressoché impossibile.

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