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Formula 1

Red Bull, nuovo dramma per gli avversari: c’è quel dato che spaventa tutti

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Giovanni Messi

La Red Bull di Melbourne è apparsa meno dominante rispetto a Jeddah, ma forse ora se ne capisce il motivo. La RB19 fa uno sport diverso.

Il fine settimana del Gran Premio d’Australia ha sancito la morte definitiva della F1 che conoscevamo, anche se i segnali provenienti dagli ultimi anni erano stati molto evidenti. Il dominio totale della Red Bull e di Max Verstappen sta portando gli organizzatori a scelte folli, come l’introduzione a caso di bandiere rosse e Safety Car.

Peccato che, quando una monoposto è così tanto superiore alle altre, ci sia poco da inventarsi in termini di regolamento sportivo, visto che quello tecnico si è già rivelato un fiasco. Il mondiale del 2023, come probabilmente quello dei prossimi due anni, è già assegnato, ed è tempo per tutti di pensare al futuro.

La Red Bull ha infatti espresso una superiorità tale che le potrà permettere di sviluppare nel minor modo possibile questa monoposto, per iniziare, tra poco, a spostare le risorse principali su quella della prossima stagione. Tutti gli altri potranno fare ben poco.

Red Bull, a Melbourne le RB19 non erano al massimo

Nel week-end del Gran Premio d’Australia, Max Verstappen ha fatto una gran bella differenza, visto che la Red Bull non era così superiore come avvenuto nei primi due appuntamenti. Sergio Perez ha avuto enormi difficoltà di guida nelle prove libere, per poi finire lungo anche in Q1, impantanandosi nella sabbia e concludendo in ultima posizione.

Nel corso della gara, Checo ha rimontato sino alla quinta posizione, ma non con quella facilità disarmante che potevamo aspettarci con il mezzo di cui è in possesso. Sin dai primi giorni di lavoro in quel di Melbourne, era circolata la voce secondo la quale la RB19 stesse correndo con circa 10 cavalli di potenza in meno per limitare al massimo i problemi di affidabilità, come ha riportato anche “Formulapassion.it“.

Dall’analisi dei dati della telemetria sono emerse infatti delle verità molto amare per i rivali, visto che la power unit Honda aveva delle curve di potenza inferiori rispetto alle prime due tappe, con accelerazione più contenuta. Tutti i rischi sono stati limitati al massimo, con l’assetto aerodinamico scelto che è stato molto più carico di tutti, e nonostante questo, le top speed raggiunte dalla Red Bull si sono confermate inarrivabili per la concorrenza.

La RB19 è stata spaventosa pur non essendo al top della condizione, ma c’è stato un momento particolare, che ora andremo ad analizzare, che rende bene l’idea della superiorità di questa strabiliante monoposto. Questo modello potrebbe realmente essere il capolavoro definitivo di Adrian Newey, che ancora una volta ha fatto piangere i rivali.

Il gap con gli altri resta impossibile da colmare

Detto che la Red Bull RB19 di Melbourne è stata meno dominante rispetto a Sakhir e Jeddah per i motivi elencati, il vantaggio sulla concorrenza resta comunque evidente. Il momento più clamoroso è stato il giro in cui Max Verstappen ha superato Lewis Hamilton per prendersi la testa della corsa, alla ripartenza dopo la prima bandiera rossa.

Il britannico è riuscito a tenere botta nei due giri in cui il rivale non aveva la possibilità di aprire il DRS, ma una volta attivata l’ala mobile, Super Max ha fatto “ciao ciao” a Sir Lewis. Il sorpasso è avvenuto nel tratto nuovo, dove una volta c’era una lenta chicane, che quest’anno ospitava la quarta zona DRS.

Il delta di velocità tra la Mercedes ed il siluro di Adrian Newey è stato impressionante, così come ciò che è poi avvenuto nel terzo settore, quello più guidato. A parità di gomma Dura, montata nello stesso identico momento, Verstappen ha rifilato qualcosa come 2,5 secondi al sette volte campione del mondo, un qualcosa che realmente non si era mai visto.

Questo fa capire che con quella mescola e, più in generale, quando ai piloti viene data la possibilità di dare il massimo, questa astronave può fare ciò che vuole, e potenzialmente potrebbe vincere tutte le restanti 20 gare, comprese le 6 Sprint Race, la prima delle quali si disputerà a Baku tra meno di quattro settimane.

F1 GP Australia (Ansa Foto)

Lo scenario è a dir poco disarmante e non sembrano esserci speranze per i rivali, con il Gran Premio dell’Azerbaijan che dovrebbe segnare anche il debutto delle prime novità tecniche sulla RB19. La stagione è ormai segnata, ed anche per il prossimo biennio c’è ben poco da fare.

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