Nel 2025, 41 comuni capoluogo di provincia hanno registrato zero entrate dai controlli con autovelox, secondo quanto riportato da Quattroruote. Questo dato solleva interrogativi, poiché si potrebbe pensare che sia frutto di una reale diminuzione delle infrazioni o, al contrario, di una carenza nei controlli.
Questa informazione è particolarmente interessante, considerando che i comuni che hanno effettivamente accertato violazioni hanno incassato complessivamente quasi 100 milioni di euro. Tra i 41 comuni che non hanno avuto entrate, sei sono capoluoghi di regione e sette hanno una popolazione residente superiore ai 100 mila abitanti.
Una possibile spiegazione per questa situazione potrebbe essere un’ordinanza della Corte di Cassazione, la quale ha precisato che l’approvazione ministeriale non equivale all’omologazione necessaria per rendere validi gli accertamenti. Questo potrebbe aver indotto alcune amministrazioni a rivedere l’utilizzo degli autovelox.
È importante notare che i dati si riferiscono ai proventi annuali e non al numero di violazioni rilevate. Pertanto, i comuni che non hanno registrato entrate potrebbero aver comunque svolto controlli. Inoltre, i tempi di riscossione delle multe possono arrivare fino a cinque mesi, il che complica ulteriormente il quadro.
Tra i comuni citati, Oristano ha visto i suoi proventi passare da 211.480 euro nel 2024 a zero nel 2025. Altri comuni che hanno registrato cali significativi includono Belluno e Reggio Calabria.
Infine, l’analisi della distribuzione geografica dei comuni senza proventi mostra una maggiore concentrazione al Sud, con 16 comuni in questa area. Le regioni con il maggior numero di capoluoghi senza ricavi comprendono Sicilia, Calabria, Campania e Lombardia. Al contrario, regioni come Trentino Alto Adige e Emilia Romagna hanno riportato entrate da velocità in tutti i loro comuni capoluogo.
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