Auto aziendali: Italia e il gap fiscale europeo

In Italia si sta discutendo della necessità di rivedere la fiscalità relativa alle auto aziendali. Questo tema è emerso durante il primo talk intitolato “Fleet manager: ultima chiamata” che si è tenuto nell’ambito del Fleet & Business Day, organizzato da Quattroruote.

Italo Folonari, presidente dell’Aniasa, ha sottolineato come il nostro paese si trovi in una situazione svantaggiata rispetto ad altre nazioni europee. Attualmente, la quota di auto aziendali in Italia è di circa 30%, mentre in paesi come la Germania si raggiunge il 60%. Questo divario è attribuibile a un trattamento fiscale poco vantaggioso.

Folonari ha evidenziato che le aziende italiane affrontano difficoltà rispetto ai concorrenti esteri a causa di una normativa fiscale che penalizza l’acquisto di auto aziendali. Per migliorare questa situazione, è stata proposta una revisione della tassazione, che prevede di modificare la deduzione fiscale per le immatricolazioni e le ricariche di veicoli elettrici e ibridi plug-in. In particolare, si suggerisce di aumentare il massimale deducibile da 18.075 euro a 26.000 euro.

Carlo Siviero, esperto di analisi di mercato, ha notato una crescita significativa delle auto ibride plug-in tra le flotte aziendali, sottolineando anche il ruolo sempre più rilevante dei marchi cinesi, che attualmente detengono oltre il 34% del mercato delle ibride plug-in a noleggio.

Stefano Sirocchi, dottore commercialista, ha descritto come “molto positivo” il pacchetto di misure proposto dalle associazioni di rappresentanza, evidenziando l’importanza di una revisione che possa migliorare l’attuale situazione, considerata eccessivamente penalizzante per il settore automobilistico negli ultimi venti anni.

Folonari prevede che l’introduzione delle nuove misure potrebbe generare un incremento di 400.000 immatricolazioni nel settore. Ha anche avvertito sui rischi di imposizioni uniformi a livello europeo, sottolineando l’importanza di considerare le specificità socioeconomiche e geografiche dell’Italia.

In conclusione, una revisione della normativa fiscale per le auto aziendali potrebbe essere un passo importante per colmare il gap competitivo con l’Europa e stimolare il mercato delle immatricolazioni nel nostro paese.

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