Il sistema Tutor, utilizzato per monitorare la velocità sulle autostrade, ha recentemente celebrato il suo ventesimo anniversario il 23 dicembre 2025. Da quando è stato introdotto, sono emerse numerose leggende e idee sbagliate che continuano a circolare, nonostante i notevoli progressi tecnologici. Di recente, Quattroruote ha chiarito 15 di queste affermazioni, separando le verità dalle false credenze.
Il Tutor, conosciuto anche come Sicve, ha fatto il suo esordio nel 2005. Attualmente, sono in funzione i Tutor 3.0, autorizzati nel giugno 2024, con un totale di 183 installazioni su diversi tratti autostradali.
Tra le credenze più diffuse c’è l’errata convinzione che un arresto brusco prima del portale possa evitare la multa. In realtà, frenare in modo repentino è in violazione del Codice della strada e comporta una sanzione di 42 euro e la decurtazione di 2 punti dalla patente. Il Tutor calcola la velocità media tra i portali, e manovre pericolose non incidono sul suo funzionamento.
Un’altra falsa credenza è che il Tutor non possa rilevare i veicoli in corsia di emergenza. In realtà, i Tutor 3.0 controllano anche questa corsia. Circolare sulla corsia di emergenza comporta una multa di 430 euro e la perdita di 10 punti, con sospensione della patente da due a sei mesi.
Si è sentito dire anche che il Tutor non operi di notte o in caso di maltempo. Queste affermazioni non sono corrette, poiché il sistema è operativo anche in condizioni di scarsa visibilità e pioggia. La decisione di attivare il sistema spetta alla Polizia Stradale.
Infine, è importante sapere che il Tutor registra tutte le violazioni dei limiti di velocità, applicando la tolleranza prevista dalla legge. È falso che non possa sanzionare i veicoli con targa estera; tutte le infrazioni vengono registrate e notificate, sebbene il processo possa variare a seconda del Paese di immatricolazione.
Per ulteriori chiarimenti o informazioni, è consigliabile consultare direttamente il Codice della strada o contattare le autorità competenti.





