Tra gli stand lucidi del Salone di Bruxelles 2026, Lancia parla sottovoce e colpisce dritto: un’idea di eleganza che non esclude, un premium che abbraccia. È qui che Roberta Zerbi, alla guida del marchio, racconta una rotta concreta e ospitale, senza effetti speciali.
Bruxelles è piena di promesse. Luci fredde, odore di gomma nuova, mormorio di lingue diverse. Roberta Zerbi entra in scena con passo calmo: nessuna corsa, tanto ascolto. Lancia, da sempre nome che pesa nella memoria italiana, sceglie di usare parole semplici e una visione chiara.
La nuova Lancia Ypsilon nasce dove la città è vera: parcheggi stretti, tragitti brevi, tempo che scappa. Il modello che per oltre dieci anni è rimasto tra le vetture più vendute in Italia torna con ambizioni precise. Zerbi insiste su tre pilastri: qualità percepita, tecnologia utile, prezzi giusti. Nessuna corsa all’effetto wow, ma scelte misurate. Sedili comodi, interni curati, un infotainment intuitivo, assistenti alla guida che aiutano senza invadere.
La parte interessante arriva dopo. “La Ypsilon non sarà solo elettrica” spiega. È prevista anche una versione termica. Non ci sono schede tecniche pubbliche al momento: Lancia non divulga potenze, consumi o listini. Il messaggio però è netto. Il marchio vuole includere chi non è pronto al full electric e chi vive in zone in cui la ricarica è ancora un percorso a ostacoli. È un modo concreto di rendere il “premium accessibile” qualcosa che si tocca, non solo che si racconta.
Nel 2026 arriverà anche il nuovo SUV Lancia. Zerbi spiega che l’offerta guarderà a più anime: una proposta ibrida e una a batteria sono sul tavolo di lavoro. Anche in questo caso, niente specifiche ufficiali oggi: architetture, autonomie e tempi di ricarica non sono stati confermati. La direzione, però, è coerente. Un crossover con postura alta, design pulito e materiali sostenibili dove ha senso, senza rinunciare al calore tipico dell’auto italiana.
“Eleganza inclusiva” è l’espressione chiave. Non è solo estetica. È servizio, trasparenza, accesso. Abbonamenti semplici, finanziamenti comprensibili, aggiornamenti software che arrivano over-the-air senza drammi. L’abitacolo deve accogliere chiunque, non chiedere permesso: comandi chiari, interfacce leggibili, attenzione ai dettagli che contano nella vita quotidiana. Chi guida deve sentirsi a casa dopo due semafori, non dopo due settimane.
C’è anche una lettura industriale. Lancia può pescare nel patrimonio tecnico del gruppo: piattaforme condivise, fornitori solidi, reti post-vendita già rodate. Questo riduce i rischi, accelera i tempi e tiene i costi sotto controllo. Una strada che piace al mercato generalista, soprattutto in un’epoca in cui i listini salgono e l’inflazione morde.
Resta un punto fermo: inclusione non vuol dire rinuncia. Il marchio punta a interni curati, ADAS completi, cura acustica, un’ergonomia da “mani pulite”. E su Ypsilon, la promessa del doppio binario ibrido/termico ed elettrico apre davvero le porte. È una scelta che parla a studenti, giovani famiglie, professionisti che vivono tra zone ZTL e tangenziali.
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