Una Mercedes che volta pagina senza nostalgie, una vettura che spinge sul futuro e una coppia piloti che racconta ambizione e continuità. La Mercedes-AMG W17 nasce in un anno di regole nuove e promesse alte: il 2026 non darà sconti a nessuno.

La Formula 1 riscrive il quaderno e chiede alle squadre di ridisegnare tutto: motore, aerodinamica, filosofia. In fabbrica, a Brackley, immagini notturne: banchi prova accesi, ingegneri che parlano poco e misurano tanto. La monoposto 2026 di Mercedes, nome in codice W17, nasce qui. Con una promessa semplice: essere più efficiente, più guidabile, più vicina al pubblico che la guarda con occhi nuovi.
Le nuove norme della FIA 2026 mettono al centro l’efficienza. La power unit ibrida cambia equilibrio: più elettrico, meno termico. L’elemento noto e verificabile è l’incremento dell’ERS-K fino a potenze molto più elevate rispetto al ciclo precedente e l’eliminazione della MGU-H. Il carburante sarà sintetico, con target di sostenibilità al 100%. In pista, la carrozzeria lavorerà con superfici mobili: l’“aerodinamica attiva” ridurrà resistenza sui rettilinei e restituirà carico in curva. Sulle percentuali di deportanza e drag circolano stime, ma i numeri definitivi variano a seconda degli aggiornamenti regolamentari: non esistono dati univoci e conclusivi oggi accessibili al pubblico.
pulita nei flussi, gentile con le gomme. Gli ingegneri inseguono un telaio più leggero e un packaging stretto attorno al V6, per liberare aria al retrotreno. La priorità è chiara: stabilità nelle fasi ibride ad alta potenza, recupero energia più “intelligente” e una trazione che non schizzi via a colpi, ma accompagni il pilota. Si parla di una modalità di sorpasso basata sulla gestione dell’energia al posto del DRS tradizionale: l’idea è stata presentata a livello concettuale, ma i dettagli operativi potrebbero variare a seconda dei chiarimenti finali.
La coppia Russell–Antonelli: perché intriga
Il progetto sportivo vive anche nei caschi. Su questo fronte, la linea Mercedes punta sull’equilibrio tra esperienza e slancio. George Russell è maturato in anni difficili, ha guidato monoposto capricciose e ne è uscito più completo. Dall’altra parte, Andrea Kimi Antonelli è il talento precoce cresciuto in Academy, con titoli giovanili e una guida pulita, da pilota “moderno”. Nota importante: al nostro ultimo punto di verifica ufficiale, le comunicazioni definitive sulla line-up 2026 non erano pubbliche. L’abbinata Russell–Antonelli è ampiamente attesa e coerente con la strategia Mercedes, ma ogni dettaglio contrattuale va considerato “confermabile” solo alle comunicazioni del team.
La livrea è un messaggio. Mercedes alterna tradizione e rottura da anni: argento storico, nero tecnico. Per la W17 si parla di un disegno più netto e riconoscibile. Qui, prudenza: se non avete visto foto ufficiali, non date per scontati colori e pattern. L’estetica, però, segue una logica: più superfici pulite, più coerenza con il linguaggio del brand e con le necessità aerodinamiche.
Una macchina che lavora meglio in scia, che consuma meno aria, che sfrutta l’elettrico senza strappi. La vera differenza, però, potrebbe arrivare dalla gestione dell’energia giro dopo giro: chi saprà “leggere” la gara come un grafico vivo, avrà un vantaggio.





