Bologna, divieto di accesso alla ZTL per i veicoli ibridi dei non residenti

Tra portici e corsie ciclabili, Bologna cambia ritmo: il centro storico si prepara a filtrare meglio chi entra su quattro ruote, per respirare più pulito e vivere la città con più calma.

Al mattino, sotto i portici di via Rizzoli: una fila di bici, qualche scooter, il brusio dei bar. E poi le auto che cercano varchi, in equilibrio precario tra tempi stretti e regole della ZTL. Bologna non è nuova a scelte nette sulla circolazione. Da anni sperimenta restringimenti, corsie preferenziali, telecamere SIRIO ai varchi. L’obiettivo dichiarato è chiaro: ridurre il traffico e spingere sulla mobilità sostenibile.

Bologna: dal 2026 divieto di accesso alla ZTL per i veicoli ibridi dei non residenti
Bologna: dal 2026 divieto di accesso alla ZTL per i veicoli ibridi dei non residenti

Perché le auto ibride sono un compromesso, non la soluzione. In città, su tragitti brevi e stop-and-go, il motore termico entra spesso in funzione. Le emissioni locali restano. Lo confermano le analisi europee: il trasporto stradale è tra le principali fonti urbane di NO2 e particolato (fonte: European Environment Agency; ISPRA per il contesto nazionale). Se la priorità è l’aria, le deroghe “facili” diventano meno difendibili.

Dal 1° gennaio 2026 i veicoli ibridi dei non residenti non potranno più accedere alla ZTL di Bologna. In pratica: se abiti fuori città e usi un’ibrida, il centro storico con varchi controllati non sarà più raggiungibile liberamente. Il Comune lo inquadra come una misura di ordine pubblico e ambientale: meno auto, meno congestione, più spazio a pedoni, bici, trasporto pubblico.

Cosa significa sul piano pratico?

Tre punti chiave: Il divieto di accesso riguarda i non residenti. Per i residenti continueranno a valere i permessi previsti dal regolamento ZTL vigente, salvo futuri aggiornamenti. Il controllo resta automatico: varchi con telecamere SIRIO e sanzioni in caso di accesso irregolare. Deroghe e fasce orarie: al momento, i dettagli attuativi per categorie particolari (ad esempio servizi essenziali, taxi/NCC, persone con disabilità) dipenderanno dalle delibere comunali. Se non ancora pubblicate, è corretto attendere gli atti ufficiali prima di trarre conclusioni.

Chi arriva ogni giorno da Casalecchio o San Lazzaro con una full hybrid per lavorare in via Indipendenza dovrà ripensare il percorso. Opzioni sul tavolo? Parcheggi scambiatori, navette Tper, abbonamenti integrati, car pooling. Oppure la transizione a un veicolo elettrico puro, che oggi beneficia delle deroghe più ampie nelle ZTL. Non è una scelta indolore, ma è coerente con ciò che altre città stanno facendo. Milano, per esempio, ha progressivamente ridotto le agevolazioni per gli ibridi in Area C; Firenze e Roma stanno rivedendo regimi e calendari nelle rispettive ZTL e “Fasce verdi”.

Le pagine ZTL del Comune di Bologna (informazioni su varchi, permessi e sanzioni), il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile metropolitano, e i report EEA/ISPRA sulla qualità dell’aria. Quando i documenti applicativi 2026 saranno pubblicati, troverete lì le risposte su deroghe, tempi e modulistica. Se un’informazione non è ancora disponibile, diffidate da chi fornisce dettagli definitivi.

Riduce il “traffico di attraversamento” non indispensabile. Chiarisce il segnale: priorità a chi si muove a impatto locale zero e ai residenti con necessità regolate. Migliora la fluidità del TPL, che rende più appetibile lasciare l’auto fuori dalla cerchia.

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