Scopri G-ASD, il nuovo sistema di assistenza alla guida di Geely presentato al CES. Un’innovazione che promette sicurezza attiva e una guida assistita più naturale
Al CES la tecnologia fa rumore, ma le idee buone parlano sottovoce. In mezzo a maxischermi e prototipi, una sigla si ritaglia spazio con calma: G-ASD. È il genere di annuncio che non promette fantascienza per domattina, ma un cambiamento concreto nel modo in cui viviamo la strada.
Il Consumer Electronics Show è il posto giusto per capire dove va l’auto. Quest’anno i corridoi hanno un filo comune: meno slogan su “self-driving”, più attenzione alla quotidianità. Si parla di come i sistemi ti evitano un urto, ti alleggeriscono nel traffico, ti tengono lucido nei viaggi lunghi. In questo contesto, Geely ha scelto una mossa chiara.

La notizia arriva a metà mattina, tra una demo e l’altra. Geely annuncia G-ASD, un nuovo sistema di assistenza alla guida che punta a un obiettivo semplice e ambizioso: fare in modo che la guida assistita sia naturale, prevedibile, utile ogni singolo giorno. Il nome dice poco, l’approccio dice molto. L’azienda parla di “orchestrazione” tra sensori e software, come in una band dove ognuno entra a tempo. Non tanto un elenco di funzioni, quanto un comportamento complessivo più maturo.
Migliorare la percezione con fusione dei dati
L’idea è questa: migliorare la percezione con fusione dei dati da telecamere, radar e — dove previsto — lidar, ma soprattutto rifinire la fase di “planning”, quella che decide quando cambiare corsia, come gestire un restringimento, come inchiodare davanti a un ostacolo improvviso. Il risultato promesso è una sicurezza attiva meno nervosa, più coerente. Ti accorgi che c’è, ma non ti disturba.
Ho provato a immaginare un caso reale. Pioggia sottile, autostrada con lavori e traffico a fisarmonica. Con G-ASD il sistema non si limita a restare in corsia. Riconosce il cantiere, adatta l’andatura in modo progressivo, prepara la manovra in anticipo, usa l’attention monitoring per verificare che tu sia pronto a riprendere. E se un’auto ti taglia la strada, la frenata automatica interviene senza quel sobbalzo che ti fa stringere il volante. È qui che la tecnologia mostra carattere.
La convergenza tra ADAS e connettività consente aggiornamenti over-the-air frequenti: funzionalità e tarature migliorano senza officina. Le nuove regole (come il perimetro UNECE per ALKS) spostano l’asticella su validazioni e trasparenza. Nel 2026 non basta “funzionare”, serve dimostrarlo. Gli studi indipendenti attribuiscono all’AEB riduzioni dei tamponamenti intorno al 50%: margine reale, non marketing.
C’è un altro punto chiave. Il gruppo Geely gestisce marchi diversi e segmenti distanti. Un layer come G-ASD può dare coerenza tra una compatta urbana e un SUV premium. In teoria. Al momento, però, Geely non ha comunicato una roadmap dettagliata di adozione brand per brand. Vale lo stesso per l’hardware: non sono stati dichiarati compute in TOPS, fornitore dei SoC, né il conteggio sensori. Anche il livello SAE target (L2+, L3) non è stato confermato in modo univoco per i vari mercati. Meglio segnarselo: informazioni in aggiornamento.
Sappiamo: G-ASD è la nuova piattaforma di guida assistita di Geely; focus su percezione, pianificazione, coerenza dinamica, OTA e scalabilità multi-brand. Non sappiamo: chip e architettura esatta del controller, numero e tipo di sensori, tempi e modelli di lancio, livelli SAE per regione, eventuali funzioni urbane avanzate.





