Un famoso concessionario è stato costretto a chiudere dopo 40 anni di attività. Alle spalle della decisione di chiusura c’è un caso di frode, che ha fatto discutere e non poco nel corso di questi ultimi giorni.
Non è un periodo facile per i concessionari che si occupano della vendita di supercar, dal momento che un nuovo caso è pronto per scuotere le cronache. Pochi giorni fa vi avevamo parlato di un caso clamoroso, quello di uno showroom Ferrari che avrebbe truffato dei clienti, il concessionario Mertel Italo Cars. Si tratta di un rivenditore ufficiale della casa di Maranello, su cui sono piovute delle accuse pesantissime.
Il concessionario, situato a Norimberga, avrebbe infatti venduto a più clienti le stesse Ferrari, incassando il denaro, con i proprietari responsabili che sarebbero poi fuggiti dalla Germania. Tutto finito? Nemmeno per sogno, perché uno showroom tedesco ora ha chiuso i battenti dopo 40 anni di attività per via di un altro caso di frode. Andiamo a scoprire di quale si tratta e cosa è accaduto in questi giorni.
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Secondo quanto reso noto da “Auto Motor und Sport“, il concessionario Auto Salon Singen avrebbe chiuso i battenti dopo 40 anni, ed anche in questo caso, c’è una pesante accusa di frode. L’apertura del salone risale al lontano 1985, e secondo la fonte sopracitata, il Tribunale distrettuale di Costanza avrebbe già avviato una procedura di insolvenza sul patrimonio dello stesso salone. Qui venivano vendute Ferrari ed altre vetture sportive e di lusso, come Mercedes, BMW, Porsche e Lamborghini tra le altre.
Non si tratterebbe, tuttavia, di un semplice fallimento, ma di un vero e proprio caso di frode, come riportato anche da “Autohaus“. Gli introiti del concessionario, a quanto emerge, erano pesantemente diminuiti dal Covid-19 in poi, ed un intermediario avrebbe così architettato un piano di frode, ottenendo delle importanti commissioni. Aveva convinto diversi clienti, per poi dare l’impressione di essere in contatto diretto con la fabbrica. Aveva ottenuto poi parecchio denaro per poi non consegnare le auto. Il gestore Michael Koltes ha poi scoperto che l’intermediario non era più reperibile, per poi sparire nel nulla. Dunque, la gestione dell’autosalone non avrebbe colpe dirette, ed il direttore ha così sporto denuncia. Ora sarà la giustizia a fare il proprio corso in questa losca vicenda.
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