Il mercato si sta facendo sempre più complesso e sono tanti i brand che stanno in difficoltà. Scopriamo cosa sta avvenendo alla Dainese.
Il Made in Italy, un tempo sinonimo di qualità, non tira più come prima, perchè? Sul mercato globale non basta fare bene le cose, bisogna farle bene e a poco prezzo. Due principi che fanno a pugni, ma non in Asia. Il mercato cinese fino a qualche anno fa produceva plagi, roba di scarso valore, di qualità scadente. L’espansione del mercato cinese nel mondo delle due ruote ha avuto un impatto anche sul Vecchio Continente, dove specialmente le nuove generazioni, senza una memoria storica, si lasciano ammaliare dai prezzi competitivi, di scooter e moto dalle linee futuristiche e di sicuro impatto visivo. Senza fare un’analisi o un processo alle intenzioni sul perchè e sul come queste aziende hanno trovato vita facile (si pensi solo ai costi di mano d’ opera), oggi bisogna guardare ai fatti, alla realtà dove aziende storiche di motociclismo o di abbigliamento tecnico si trovano a ricorre ai ripari, tra cessioni d’azienda e fallimenti.
Dainese, ha dichiarato di avere come obiettivo quello di offrire una protezione “dalla testa ai piedi”: il primo punto è garantito da AGV, mentre Dainese stessa produce tute, giacche, protettori per il corpo, paraschiena, pantaloni, stivali, guanti e vari accessori. I materiali utilizzati spaziano dalla classica pelle bovina e di canguro alla fibra aramidica, fibra di carbonio, alluminio e titanio. Nel corso degli anni ha sviluppato un’ampia gamma di prodotti dedicati alla mountain bike, allo sci e all’equitazione, focalizzati sulla protezione, le prestazioni, l’ergonomia e il design, spesso utilizzando le stesse tecnologie innovative sviluppate per le gare motociclistiche e adottate da alcuni dei più grandi atleti di ogni disciplina.
L’azienda è stata fondata nel 1972 da Lino Dainese, ora socio di minoranza della compagnia. Dainese ha comunicato di aver emesso a favore dei propri principali obbligazionisti esistenti un prestito obbligazionario senior con scadenza nel 2028, per un importo nominale di 25 milioni di euro. Le nuove obbligazioni, spiega la nota, “sono state sottoscritte da taluni investitori finanziari di grandi dimensioni e dalla solida capitalizzazione, a dimostrazione del loro continuo sostegno alla crescita e al successo a lungo termine di Dainese”. Tradotto in parole povere Dainese ha dei creditori finanziari: Arcmont Asset Management e HPS Investment Partners.
Quindi per ora sono stati smentiti i rumor sulla cessione. Le ragioni della crisi dell’abbigliamento tecnico sono da ricercare nella concorrenza che offre prodotti a basso costo. In un ragionamento di massima, può un abbigliamento tecnico costare in proporzione più di una moto cinese? Lascio a voi la risposta.
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