Chi crea un annuncio deve stare attento a scoprire i falsi acquirenti interessati, che potrebbero mettere in atto una truffa, già chiedendo informazioni sulla vettura.
Nel mondo delle quattro ruote le truffe sono tantissime. Chi vende un auto, fino ad oggi, ha sempre avuto meno preoccupazioni di chi l’acquista. I dubbi nascono sempre o quasi per l’acquirente che si trova davanti ad uno sconosciuto il più delle volte, e conosce ben poco della “storia” dell’auto che vada oltre la documentazione, la revisione, e qualche piccola informazione offerta dal proprietario.
Ci si affida al buon consiglio della persona, del meccanico di fiducia, si chiudono gli occhi, si apre il portafogli sperando che sia un buon acquisto. Ma il mondo cambia velocemente e anche quello delle truffe. Da oggi ad essere truffato non è solo l’acquirente che si può ritrovare facilmente raggirato, con un auto dai km scalati, un motore rifatto male o una macchina incidentata e poi riparata.
Nel web sta girando una truffa, neanche insolita, ai danni non dell’acquirente ma del venditore. Fate attenzione, quindi, se state pubblicando un annuncio di vendita della vostra auto, perchè potrebbe arrivarvi il contatto di un potenziale acquirente, che si dimostra tanto interessato all’acquisto, al punto da non trattare neanche la richiesta ma con l’unica condizione che il venditore fornisca un report sulla storia dell’auto. Fino a qui sembrerebbe qualcosa di regolare se non ci fosse una richiesta di un piccola somma di danaro, tra i 20 e i 60 euro, una cifra irrisoria apparentemente.
Il venditore, fiducioso di accelerare la vendita con la documentazione richiesta, spende quindi tra i 20 e i 60 euro sul sito dei truffatori (ad un link fornito al venditore), ricevendo in cambio un documento falso o privo dei dati rilevanti. L’acquirente sparisce e avanti un altro. La truffa si è realizzata ai danni del venditore con la tranquillità che vista la somma davvero esigua, la persona truffata non sia certo invogliata a fare una denuncia.
Piccole cifre, ma per grandi guadagni, la truffa viene fatta a campione a migliaia di soggetti, i siti truffaldini hanno un ciclo di vita di 3-4 settimane, dopodiché vengono chiusi e riaperti con nuovi domini. Pertanto occhio alle truffe e ai furbetti, di solito agirebbero prevalentemente in Europa dell’Est, soprattutto in Romani a Bulgaria, ma ci sono indizi anche di attività in Lituania e Pakistan. Si dice uomo avvisato mezzo salvato.
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