Sino a questo momento, l’auto elettrica non è riuscita a conquistare la fiducia dei clienti, e c’è un nuovo esempio in tal senso. Un giovane costruttore sembra ormai sull’orlo della bancarotta.
Le vendite di auto elettriche sono in crescita in Europa, almeno secondo i primi dati relativi all’inizio di 2025, ma non è ancora sufficiente per parlare di ripresa del settore. Molti marchi stanno infatti riconsiderando un ritorno al termico, come il gruppo Stellantis, che sin qui aveva scommesso parecchio sulle BEV, che però non hanno prodotto i risultati sperati. I prezzi di queste vetture sono ancora troppo elevati, a causa di costi di produzione eccessivi, senza dimenticare le scarse autonomie ed i lunghi tempi di ricarica.
Solo la Cina, sino ad oggi, è riuscita a creare un vero e proprio business contando sull’auto elettrica, riuscendo a parificare i prezzi di vendita con termiche ed ibride. Negli USA sono nate molte start-up che hanno tentato di trovare fortuna sull’elettrico, ma con pochi risultati. Lo scorso anno ha fatto discutere il fallimento della Fisker, che produceva SUV ad emissioni zero troppo costosi e poco affidabili, ed ora un altro marchio sembra essere sul viale del tramonto. Scopriamo di quale si tratta e qual è la sua situazione.
Bollinger Motors è una start-up americana che produce veicoli elettrici, tra cui il SUV B1 ed il pick-up B2, per poi spostarsi sulla produzione di veicoli commerciali come il B4. Tuttavia, i piani iniziali potrebbero non essere rispettati, a causa di importanti difficoltà economiche, come riportato dal sito web “Automotive News“. A quanto pare, Bollinger Motors sarebbe già in amministrazione controllata, ma presto potrebbe finire in liquidazione. In sostanza, la start-up sarebbe ad un passo dal fallimento, una vera e propria disfatta visti i buoni propositi iniziali.
L’ex CEO Robert Bollinger, che ha dato il suo nome all’azienda, ha intentato una causa il 21 di marzo scorso, sostenendo che gli spettavano 10 milioni di dollari, dopo aver lasciato il marchio nel giugno dello scorso anno, passando di proprietà alla Mullen Automotive Inc., con sede in California. Secondo la causa, Bollinger ha emesso un prestito di 10 milioni di dollari ai nuovi proprietari che richiedevano pagamenti periodici di alcuni interessi, ma non sarebbero stati soddisfatti. Bollinger ha dunque chiesto che la società venisse messa in amministrazione controllata, ed all’udienza del 7 maggio scorso, i rappresentanti di Mullen non si sono presentati. Bollinger Motors è stata messa in amministrazione controllata e presto finirà in liquidazione.
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