Il gruppo Stellantis è nel peggior momento della propria storia, e l’Italia ne sta vedendo tutti gli effetti. Ecco tutti i particolari.
Il 2024 horro di Stellantis ha prodotto gravi danni sulla sicurezza economica dei lavoratori, ed in Italia l’effetto è stato a dir poco devastante. Pensate che la produzione di auto nel nostro paese è calata sotto il mezzo milione di unità in un anno, e prima dell’arrivo della holding multinazionale olandese si era abbondantemente oltre il milione. Migliaia di dipendenti sono finiti in regime di cassa integrazione, per non parlare di coloro che nel corso di questi anni hanno perso il loro lavoro.
Il crollo delle vendite e degli utili ha prodotto un terremoto all’interno della controllata di John Elkann, con il CEO Carlos Tavares che ha optato per le dimissioni ai primi di dicembre, ed il suo sostituto verrà annunciato entro i prossimi mesi, al massimo alla fine del primo semestre del 2025. Per quanto riguarda il nostro paese, Stellantis non ha fornito garanzie in merito ad un sito di produzione di cui tanto si è parlato di recente, quello molisano di Termoli. Andiamo a scoprire quale potrebbe essere il suo destino.
Il settore automotive è sempre più in crisi, e gli effetti si fanno sentire nel nostro paese. Poche certezze per quanto riguarda lo stabilimento Stellantis di Termoli, in Molise, a seguito di un incontro avvenuto a Palazzo Piacentini tra il Ministro delle Imprese Adolfo Urso ed il Presidente della Regione Molise Francesco Roberti. Presente anche l’assessore regionale Andrea Di Lucente. Si è discusso dell’annuncio del gruppo automobilisti di dare il via alla produzione, nel 2026, di cambi eDCT presso lo stabilimento di Termoli, pensati per equipaggiare le auto ibride. Urso ha parlato di segnale positivo per garantire la piena occupazione dei lavoratori, ma non è tutto oro ciò che luccica.
Come ricorderete, per Termoli si era parlato di una gigafactory di Automotive Cells Company, un progetto che è stato attualmente sospeso. L’opera era stata pensata per produrre batterie per auto elettriche, ma al momento, pare non ci siano le basi per realizzarlo. Secondo Urso, occorre un piano industriale europeo per sostenere lo sviluppo delle gigafactory, come richiesto dall’Italia nel “non paper” che è stato invitato a Bruxelles. La gigafactory di Termoli è a forte rischio dopo quanto affermato da Patrick Pouyanné, CEO di TotalEnergies, che in questo progetto è partner di Stellantis e della Mercedes. Il manager ha consigliato di investire sull’impianto di Billy-Berclau e di non puntare su un altro sito di produzione a causa del crollo della domanda di auto elettriche.
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