La Cina è in costante crescita sul fronte del mercato auto, ma ora c’è un brand che rischia di fallire. Ecco tutti i dettagli sulla vicenda.
Nessuno sembra essere immune alla grande, drammatica crisi che affligge da tempo il mercato dell’auto, e che non ha alcuna intenzione di lasciar spazio a tempi migliori. In Europa abbiamo a che fare ogni giorno con l’incubo che vivono Volkswagen e Stellantis, colossi globali che sono in totale caduta libera. La VW, come sappiamo, è pronta per chiudere la bellezza di tre stabilimenti in Germania, cosa che mai era accaduta dal 1937 ad oggi, anno della fondazione di questo marchio.
Stellantis deve fare i conti con il costante calo di vendite che vede il gruppo ormai protagonista da diversi anni, e non sembrano esserci margini per miglioramenti importanti nel corso dei prossimi mesi. La Cina è senz’altro il paese messo meglio al giorno d’oggi, grazie ad un netto vantaggio scavato sulla concorrenza in termini di auto elettriche. Tuttavia, come vedremo a breve, anche un marchio del paese del Dragone rischia il fallimento, un campanello d’allarme per un mercato solido come quello asiatico, e su cui si dovrà porre molta attenzione.
L’Europa è senza dubbio il centro mondiale per quanto concerne la crisi del settore automotive, ma qualche brutta notizia arriva anche dalla Cina. Il marchio che sta rischiando e non poco è la Jiye, nonostante il sostegno economico di Baidu e del gruppo Geely, che stanno facendo di tutto per provare a salvare questo brand. Secondo quanto è emerso, la start-up del paese del Dragone è ormai vicina a dichiarare bancarotta, e solamente un miracolo potrebbe evitare che già accada. Jiyue è una joint venture tra Baidu e Geely, con quest’ultima che detiene il 65% del pacchetto azionario.
Inizialmente, Jiyue sembrava essere sulla buona strada, ed i suoi primi modelli avevano colpito per la bellezza del design, ma tutto ciò è durato ben poco. Nel 2024, Jiyue ha venduto solamente 13.843 veicoli in Cina, ed i costi sono ormai troppo alti per quelle che sono le entrate garantite dalle immatricolazioni. Ecco, dunque, spiegato il motivo della crisi, ed ora sembra davvero troppo tardi per sperare di invertire la tendenza.
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