Bufera Ecclestone, gli hanno fatto causa: esplode la bomba in Formula 1

Scandalo in F1: nel mirino c’è ancora una volta la discussa figura di Bernie Eccelestone. Ecco cosa è successo

La figura di Bernie Ecclestone è spesso stata controversa e discussa dagli appassionati di Formula Uno e di automobilismo in generale. Al di là dell’indiscutibile capacità manageriale dello stesso manager inglese ed ex pilota, che per 40 anni è stato a capo di tutto il sistema F1 grazie a tutta una serie di società, alcuni scandali che lo hanno visto coinvolto e qualche uscita poco felice a livello mediatico ne hanno, in alcune occasioni, messo un po’ in discussione la creatività.

bernie ecclestone accusa crashgate 2008
Bernie Ecclestone nuovamente nel mirino (Ansa-Derapate.it)

 

Il caso per eccellenza, probabilmente, è relativo alla famosa tangente versata nelle tasche del banchiere tedesco Gerhard Gribkowsky. Pochi mesi dopo il fatto, si ritenne che il pagamento sia stato fatto per indirizzare la vendita delle quote di controllo della Formula 1 alla private equity CVC Capital Partners. Ecclestone fu, ovviamente, nell’occasione processato per corruzione dal Tribunale di Monaco e, al contempo, accusato di aver agito contro gli interessi della società proprietaria della Formula 1. Nel 2014, anno in cui ha “passato di mano” il controllo della F1 stessa, ha, pur non ammettendo mai la propria colpevolezza in merito, scelto di pagare 100 milioni di dollari (quasi 75 in euro) per chiudere la questione.

Ecclestone è, poi, spesso finito nell’occhio del ciclone per una gestione del circuito automobilistico giudicata spesso ad uso e consumo dei propri interessi, per non parlare di alcune uscite, a livello di dichiarazioni, non esattamente felici, molto spesso. In un’intervista, ad esempio, suscitò scalpore per aver addirittura espresso pareri favorevoli su Adolf Hitler, peraltro reiterando l’errore sia nel 2009 che l’anno successivo. Nella prima delle due, parlo addirittura di una persona che: “Sapeva fare le cose”.

Crashgate, Massa fa partire la causa: ecco tutti i dettagli

Ora, anche a distanza di tempo e dopo la sua uscita di scena dalla gestione del campionato sportivo automobilistico più noto al mondo, rischia di avere nuovi guai sotto il sole. L’ex campione brasiliano Felipe Massa, infatti, secondo quanto riportato da fonti stampa brasiliane molto attendibili, O Globo in primis, avrebbe scelto di rivolgersi all’Alta Corte di Giustizia di Londra per dirimere e mettere luce sulla delicata questione del caso Piquet del 2008.

Quasi tutti gli appassionati del genere, forse a parte qualche giovanissimo, ricorderanno bene quel giorno. In occasione del primo Gran Premio organizzato sul tracciato di Marina Bay, a Singapore, il pilota, all’epoca in forza alla Ferrari, aveva un’ottima occasione per guadagnare punti su Lewis Hamilton in classifica. Al giro numero 14, però, Nelson Piquet jr, peraltro connazionale dello stesso Massa, andò a muro con la sua Renault, causando, ovviamente l’ingresso della Safety Car.

Dettagli Massa Ecclestone
Felipe Massa al Gp di Montecarlo del 2009 (Ansa-Derapate.it)

 

Questo inficiò sull’andamento del GP, che non a caso fu vinto dal compagno Fernando Alonso, in testa per via dei meccanismi legati alla gestione dei pit stop in quel momento. Ad incidere, a onor del vero, sarà anche un clamoroso errore del Cavallino, che fece perdere terreno allo stesso Massa per via del bocchettone della benzina. I nodi vennero al petto qualche mese dopo, nel 2009, quando lo stesso Piquet non fu confermato da Briatore e raccontò di essere stato indotto a schiantarsi, di fatto, per favorire le possibilità in classifica e la vittoria del proprio compagno di squadra.

Piquet, tra le altre cose, ha recentemente raccontato di come: “Briatore maneggiasse le vicende di diversi piloti, era un pezzo grosso della F1”. Lo stesso Piquet, figlio d’arte, ha poi ammesso i propri errori, spiegando come avesse accettato di fare tutto questo solo per ingraziarsi il potente manager veneto, poi radiato a vita nel settembre 2019 dalla FIA.

Così facendo, anche se non poteva sapere nulla, Hamilton guadagnò sei punti sullo stesso Massa. Un gap decisivo nel computo finale. Quel Mondiale, lo ricordiamo, finì poi con la vittoria dell’inglese, futuro ferrarista, all’ultima curva, dopo aver superato il doppiato Glock alle ultimissime battute. Si correva, ironia del destino, in Brasile ad Interlagos. Rimarranno per sempre nella memoria collettiva le lacrime di Felipe Massa, quel giorno, che ora, però, vuole vederci chiaro sulla regolarità di quel campionato…

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