Omicidio Giulia Cecchettin, emergono dettagli inquietanti: era nella sua auto

Proseguono le indagini per l’omicidio di Giulia Cecchettin, ritrovata senza vita il 18 novembre 2023, a una settimana dalla sua scomparsa. Eergono dettagli importanti dalla vettura.

L’omicidio di Giulia Cecchettin, scomparsa l’11 novembre 2023 e ritrovata senza vita una settimana dopo, ha letteralmente sconvolto l’Italia. Non solo per la brutalità con cui è stata uccisa, ma anche perché a farlo è stato il fidanzato Filippo Turetta, che si è dato alla fuga fino a poche ore dopo il ritrovamento del corpo.

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L’omicidio di Giulia Cecchettin ha sconvolto l’Italia – Foto | ANSA – Derapate.it

Ancora una volta a generare sdegno è stato il grido di aiuto rimasto inascoltato lanciato dalla ragazza, che si era detta stremata per l’ossessione manifestata nei suoi confronti dall’ex fidanzato, che si era detto addirittura disposto a uccidersi se lei non avesse voluto ritornare con lui. Alcuni dettagli sulle modalità del delitto non sono però ancora stati chiariti del tutto.

Cosa può dire l’auto sull’omicidio di Giulia Cecchettin

Filippo Turetta ha confessato di essere il responsabile dell’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa a coltellate al termine di una lite. Gli inquirenti vogliono comunque cercare di capire, come previsto dal protocollo, cosa davvero sia accaduto e cosa lui abbia fatto nella settimana in cui era in fuga. Importanti dettagli non possono che emergere dall’analisi della vettura che lui ha usato per scappare, che è stata il suo rifugio in quei giorni.

La sua Fiat Grande Punto Nera ha raggiunto l’Italia solo da poco, ma emergono già alcuni dettagli relativi ad alcuni dettaglio relativi all’abitacolo. Al momento il mezzo si trova presso la sede del Ris di Parma, dove si stanno svolgendo gli esami, che potrebbero durare per diversi giorni.

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Iniziata l’analisi della Fiat Grande Punto di Filippo Turetta – Foto | ANSA – Derapate.it

Secondo quanto riportato da ‘Il Messaggero’, l’attenzione sembra essere rivolta su alcune macchie trovate su sedili, tappetini e bagagliaio, che potrebbero essere con ogni probabilità tracce di sangue. Ancora non si sa, se così fosse, se appartengano alla vittima o al ragazzo.

Da capire inoltre anche la natura di una piccola porzione di terriccio, che potrebbe essere simile a quello presente nel luogo in cui è stato rinvenuto il corpo. Anche in questo caso sarà effettuato un raffronto, in modo tale che nessun dettaglio possa essere trascurato.

Il senso di colpa del ragazzo

La permanenza di Filippo Turetta in Psichiatria, reparto che gli era stato assegnato per timore che lui potesse compiere gesti inconsulti è nel frattempo terminata. Secondo quanto riporta riporta Il Gazzettino, Radio Carcere ha riferito che “chi lo ha incontrato, dice che Turetta fa fatica a sostenere lo sguardo e si vergogna molto”.

Il giovane ha nel frattempo trascorso il suo 22esimo compleanno (è nato il 18 dicembre) in carcere, sembra avere compreso la gravità del gesto fatto, anche se non nasconde di sentirsi solo. Avere visto qualche giorno fa i suoi genitori e sapere che loro non lo abbiano abbandonato è stato quindi per lui rassicurante, in attesa di conoscere la sua pena.

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