Scopri come la guida assistita sta cambiando con il Livello 3. Dal mantenimento della corsia all’automazione condizionata, esplora l’evoluzione della mobilità assistita e cosa aspettarsi in futuro.
Immagina un volante che allenta la presa nel traffico serale, il cruscotto che sussurra fiducia e tu che respiri più lento: non fantascienza, ma il prossimo capitolo della mobilità assistita, dove la macchina non finge di essere umana e l’umano non finge di non essere stanco.
I sistemi di guida assistita ti aiutano a mantenere la corsia. Ti seguono la distanza. Ti chiedono però occhi sempre sulla strada. È il patto del Livello 2: comfort sì, responsabilità tutta tua.
In scenari definiti, l’auto prende il comando. Tiene corsia e ritmo. Sorveglia l’ambiente. Tu puoi distogliere lo sguardo, ma resti pronto a riprendere. La sigla SAE lo spiega da anni. Alcuni Paesi hanno aggiornato le norme (pensa all’evoluzione dell’ALKS in ambito UNECE). In Germania e in alcuni stati USA, c’è già chi offre funzioni di automazione condizionata in coda e a velocità moderate. Non è autonomia totale. È un passo concreto.
Qui l’ingegneria conta. Per il Livello 3 servono ridondanze. Freni e sterzo devono reggere senza sorprese. I sensi del veicolo si moltiplicano: radar, telecamere, talvolta lidar. Serve un driver monitoring che capisca se sei pronto a riprendere. Servono mappe attente e aggiornamenti over-the-air continui. È tecnologia, ma è anche organizzazione. I costruttori che hanno già sistemi di Livello 2 maturi partono avanti. Hanno dati reali. Hanno clienti abituati a un’interazione più delicata.
L’Ovale Blu conferma l’obiettivo: portare sul mercato sistemi di assistenza alla guida di Livello 3 entro la fine del 2028. La tempistica è chiara. La strategia pure: evolvere oltre l’attuale BlueCruise (oggi un avanzato Livello 2 “hands-free”) e salire di gradino quando tecnologia, normativa e costi si allineano. Ford in passato ha chiuso progetti troppo ambiziosi sul pieno self-driving e ha reindirizzato risorse sull’ADAS. È una scelta di realismo.
Non ci sono ancora schede tecniche ufficiali. Ford non ha comunicato il set esatto di sensori, né i primi mercati. È plausibile pensare a piattaforme abilitanti su modelli di volume e su veicoli elettrici e ibridi, ma oggi sarebbe un azzardo dire di più. L’azienda ha già accumulato esperienza con la guida a mani libere su migliaia di chilometri e oltre cento milioni di miglia percorse dagli utenti. È un capitale prezioso: serve per addestrare gli algoritmi e rifinire la human–machine interface. E serve per dialogare con i regolatori su protocolli di sicurezza e sul trasferimento di responsabilità.
Meno fatica nei tratti monotoni. Più coerenza nelle ripartenze in coda. Un assistente che non si spazientisce. Ma anche nuove regole: l’auto ti restituirà il controllo con preavviso. Se non rispondi, attiverà manovre di sicurezza. Le condizioni operative saranno scritte a chiare lettere: meteo, limiti di velocità, tipo di strada. Meglio così. Le promesse semplici e larghe, su questo tema, fanno danni.
Marc Márquez, otto volte campione del mondo di motociclismo, affronta le sfide fisiche e mentali…
Geely annuncia al CES G-ASD, un nuovo sistema di assistenza alla guida che mira a…
Xiaomi rinnova la sua berlina elettrica SU7 per il 2026, promettendo maggiore autonomia, potenza e…
L'articolo esamina l'impatto delle nuove accise sui prezzi della benzina e del diesel, suggerendo strategie…
Scopri la Ferrari Amalfi, una GT quotidiana che combina eleganza e potenza. Con un V8…
La Cupra Formentor VZ5 combina un design sportivo con un abitacolo ergonomico e un potente…