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Auto

Che disastro per il colosso tedesco: arriva l’ennesimo richiamo del modello di punta

Published by
Francesco Domenighini

Durissimo colpo per il mondo delle auto tedesche, con un colosso che deve fare ancora una volta i conti con un richiamo.

Non ci sono dubbi sul fatto che l’automotive tedesco sia tra i principali a livello internazionale e soprattutto queste vetture sono da sempre simbolo di qualità e di affidabilità. Capita però alle volte che si debba fare i conti con dei possibili maxi richiami, con i problemi che sono sempre dietro l’angolo.

Che disastro per il colosso tedesco: arriva l’ennesimo richiamo (derapate.it)

In questi anni però non è mai di certo la migliore delle ipotesi, considerando come il mercato sia già in forte crisi e soprattutto sono diversi i colossi del Gruppo Volkswagen che sono in crisi. La Porsche è un’azienda che ha dovuto annunciare di recente come nel prossimo futuro avverrà una forte riduzione del personale.

Inoltre la Porsche sta cercando in questi anni di virare in modo deciso verso una produzione che possa essere sempre più elettrica, anche se i risultati sono ben lontani dall’essere positivi. Lo si vede ancora una volta con il caso che vede coinvolta la Macan, con questo SUV che ancora una volta deve fare i conti con un grave richiamo.

Porsche Macan elettrica: al via l’ennesimo richiamo

In un primo tempo la Macan sembrava dover diventare solo elettrica, ma i risultati sul mercato hanno evidenziato l’obbligo di tornare nei prossimi anni al termico. La Macan si presenta come un SUV da 478 cm di lunghezza, una larghezza da 194 cm e un’altezza da 162 cm, con il motore elettrico al proprio interno che permette di erogare un massimo di 360 cavalli, con il prezzo che parte da 84.626 euro.

Porsche Macan elettrica: al via l’ennesimo richiamo (Porsche Press Media – derapate.it)

Negli USA però stanno diventando via via sempre più frequenti i richiami per delle varie problematiche legate a questa vettura, con la NHTSA che ha colpito ancora una volta la Macan. Il problema sarebbe legato a degli airbag difettosi dei sedili anteriori. La colpa, secondo l’ente statunitense, sarebbe legato a un fornitore della Cechia, con questi che avrebbe inserito le viti direttamente nel telaio senza prima inserirlo nell’occhiello designato per l’alloggiamento dell’airbag.

Il problema è comunque minimo, tanto è vero che sono solo tre le vetture che rischiano, con due che risalgono all’agosto del 2024 e una al 15 aprile 2025. I proprietari, di certo poco fortunati, saranno avvisati entro 60 giorni dalla presentazione del rapporto per risolvere a monte questo problema.

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