La crescita del colosso BYD non sembrava poter avere battute d’arresto, tuttavia un problema potrebbe fermare la cavalcata.
Partiamo dai numeri record del major del Paese del Dragone Rosso. BYD, nel 2024, ha fatturato 107 miliardi di dollari, piegando il competitor americano Tesla, fermo a 97,7 miliardi. Un sorpasso atteso da tempo e che è stato celebrato in una fase in cui Elon Musk ha commesso numerosi passi falsi con una presenza in politica sbagliata al fianco di Trump.
Più nel dettaglio BYD ha tagliato il traguardo di 777 miliardi di yuan (ossia 107,7 miliardi di dollari, a loro volta pari a oltre 99 miliardi di euro), registrando un +29% rispetto al 2023. Gli investimenti di BYD in infrastrutture sono un’altra impresa che si nasconde dietro il boom del brand cinese. Nuovi stabilimenti, anche in Europa per evitare i dazi, e nuove batterie rivoluzionarie hanno contribuito ai fatturati record del colosso asiatico.
Il brand con sede Shenzhen ha annunciato un piano a ribasso dei prezzi fino al 35% su oltre venti modelli tra auto elettriche e ibride plug-in. La svalutazione aggressiva, fatta per stimolare le vendite, ha creato il panico sul mercato locale. BYD vanta circa il 30% delle immatricolazioni nell’industria cinese delle quattro ruote, ma con super incentivi pubblici e una corsa all’elettrificazione dei competitor, si potrebbe verificare un clamoroso autogol.
In borsa il titolo BYD ha registrato un crollo dell’8,6%, alimentato dalla possibile guerra commerciale tra brand cinesi. In base agli ultimi rumor, il Ministero del Commercio cinese avrebbe convocato i vertici di BYD e Dongfeng per fare luce su una pratica controversa. La commercializzazione di veicoli usati che non avrebbero mai percorso km sarebbe un tentativo, secondo gli analisti, di gonfiare artificialmente le vendite, ottenendo vantaggi in termini di bonus e premi di produzione.
Una pratica scorretta che avrebbe pompato i dati di vendita record. BYD è ora sotto osservazione. Le autorità cinesi, allarmate per le distorsioni causate da un mercato in cui il colosso di Shenzhen controlla da solo quasi l’80% delle vendite di EV, si sarebbero attivate. BYD comanda un intero settore su cui il Paese del Dragone Rosso ha puntato per rilanciare l’economia nazionale.
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