La crisi della Maserati non si ferma, ed il dato che proviene dalla casa di Modena non fa sperare in nulla di positivo. Ecco i dettagli.
Il 2025 doveva essere l’anno del riscatto per Stellantis ed i suoi marchi, ma per il momento i buoni propositi non sono stati affatto rispettati. A peggiorare il tutto sono arrivati anche i dazi al 25% per la auto importate negli USA di Donald Trump, ora temporaneamente sospesi per 90 giorni. Il brand del gruppo di John Elkann più malconcio è la Maserati, che da anni vive una crisi nera da cui non riesce a fuoriuscire.
Gli operai modenesi sono in regime di cassa integrazione per via di una produzione che, come vedrete, è ridotta all’osso, ed è stato loro consigliato di recarsi in Serbia, presso lo stabilimento di Kragujevac, per lavorare alla FIAT Grande Panda, in modo da recuperare pienamente il loro stipendio. Guardando ai dati del 2025, dopo il crollo nelle vendite dello scorso anno, la Maserati sta addirittura peggiorando la propria situazione, già precaria ormai da tempo. Andiamo a scoprire i dettagli
I marchi italiani, così come li conoscevamo, non esistono più, e non è un mistero che Stellantis abbia portato a termine un’opera di distruzione iniziata già tempo fa. Tanto per fari un esempio di tutto questo, la Maserati ha prodotto il 73% di auto in meno nel primo trimestre del 2025 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, costruendo la miseria di 1.000 veicoli negli stabilimenti italiani. Non che il 2024 fosse andato tanto meglio, visto che aveva già fatto segnare un -64% in confronto con il 2023. Gli stabilimenti di Modena, Torino e Cassino operano a regimi ridottissimi, e la crisi dilaga.
Il CEO della casa modenese, Santo Ficili, ha scritto una lettera ai dipendenti, tentando di rassicurarli: “Stellantis ribadisce il suo impegno nei confronti dell’Italia, dei suoi dipendenti e di tutti i suoi marchi, tra cui anche la Maserati. Gli Stati Uniti, per questo marchio, restano un mercato fondamentale, e nelle nuove Officine Fuoriserie, i desideri dei clienti sono illimitati“. Il CEO ha poi riferito che l’obiettivo è quello di proteggere i posti di lavoro, ma anche la leadership italiana nel lusso automobilistico, oltre che la competitività industriale. Inoltre, c’è il target di recuperare rapidamente la clientela, nella speranza che essa possa dimostrarsi interessata ai prodotti offerti dalla casa del Tridente nel prossimo futuro.
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