Una moto che ha stuzzicato subito l’interesse dei fan è la Moto Morini Milano, presentata ad EICMA qualche tempo fa. I dettagli.
Il mercato delle moto non ha iniziato il 2025 nel migliore dei modi, con un netto calo delle vendite che ha interessato l’Italia ed anche il resto d’Europa, con pochissime eccezioni. I grandi marchi stanno faticando, come ci fa ben intendere la situazione di quasi bancarotta che vive la KTM, ed è l’avanzata delle case cinesi a far paura. Un modello italo-cinese che ha incantato subito il pubblico ne è la conferma, e ci sarà da sudare per frenare la sua avanzata.
Ci stiamo riferendo, nello specifico, al gioiellino presentato ad EICMA dal brand Moto Morini, che per chi non lo sapesse, pur essendo sotto licenza italiana, è da tempo di proprietà del gruppo cinese Zhangneng Vehicle Group, come molti altri brand europei, finiti ormai sotto gli influssi del paese del Dragone. Ad attirare l’attenzione è stata la Milano, che ha ripreso la stessa idea alla base della Seiemezzo, ma che è stata pensata per un ambito urbano o in generale a corto raggio. Andiamola a scoprire nei suoi particolari.
La Moto Morini Milano è un modello molto curioso, che mette in mostra un telaio pivot-less in materiale composito, in tubi e piastre di alluminio imbullonate. Si vede bene anche il motore, con due cilindri a vista di 87°. Sul fronte sospensivo troviamo un porcellone a due bracci con leveraggi progressivi, ed un unico ammortizzatore con forcella a steli rovesciati all’anteriore. Lo sviluppo del modello è ancora in corso, con parti di componentistica che devono ancora essere deliberate. Il comparto freni è affidato alla Brembo, con un doppio disco di 320 mm all’anteriore con pinze monoblocco. Al posteriore, emerge un disco singolo di 220 mm.
La moto risulta essere comoda e con un serbatoio dalle linee classiche sulla fiancata. Lo schermo TFT è a colori da 5″, mentre la sella è molto comoda ed a soli 800 mm da terra. Il motore sprigiona la potenza di 125 cavalli e garantisce la velocità massima di 230 km/h, il che significa che le prestazioni sono davvero notevoli. Sono quattro i riding mode tra i quali si può scegliere, in modo da poter gestire al meglio l’erogazione, i controlli di stabilità e la fase di staccata.
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