La Ferrari è cresciuta in maniera netta nel 2024, ma c’è bisogno di un ultimo step per giocarsi i titoli iridati. Ecco dove serve migliorare.
Mancano tre mesi esatti al via del mondiale di F1 targato 2025, sulla carta, uno dei più spettacolari di sempre. La Ferrari è chiamata ad interrompere il digiuno di mondiali che va avanti dal biennio 2007-2008, ma l’attesa per la nuova stagione è diversa rispetto al passato, quando di illusioni se ne fecero sin troppe. Questa volta, infatti, c’è la consapevolezza che la Scuderia modenese, nelle mani di Frederic Vasseur, è cresciuta in modo esponenziale, sia da un punto di vista tecnico che organizzativo.
Come si è visto nel 2024, in cui è stato sfiorato il titolo costruttori, la fantozziana gestione di Mattia Binotto è ormai un lontano ricordo, con le persone giuste messe al posto giusto, ed una lettura delle gare che è risultata quasi sempre perfetta. La Ferrari è arrivata a soli 14 punti dalla McLaren nonostante una monoposto oggettivamente inferiore alla MCL38, grazie ad una coppia di piloti solida e ad un team che ha ridotto quasi a zero il margine di errore. Va da sé che ora ci sarà da tirare fuori quel decimo che è mancato, in modo da diventare temibili sotto ogni punto di vista.
La Ferrari SF-24 ha vinto ben cinque gare, dimostrandosi competitiva su tutte le piste da Monza in poi, quando è stato portato un pacchetto evolutivo che ha finalmente reso performante la monoposto dopo un’estate da dimenticare. A mancare è stata la qualifica, a causa di una vettura che non riusciva ad innescare la gomma, soprattutto la Soft, quella con cui si fa il tempo al sabato.
La Rossa del 2024 è stata l’esatto opposto della precedente, velocissima in qualifica, ma che portava le gomme alla distruzione dopo poche tornate. La SF-24, invece, faceva la differenza sul passo gara, ma molte volte ha pagato la partenza dalle retrovie, che le ha impedito di giocarsi la vittoria su determinate piste. Dunque, tramite il lavoro che verrà svolto sulle sospensioni sotto il nuovo direttore tecnico Loic Serra, si conta di correggere tale difetto, senza però andare ad intaccare l’ottima gestione gomme vista quest’anno.
Sarà importante fare un netto step anche sui curvoni lunghi e veloci, quelli che sono presenti su piste come quella del Qatar, dove la Ferrari ha nuovamente faticato. Questa configurazione è da anni indigesta al Cavallino, che ora dovrà trovare una maggiore stabilità in percorrenza di forza per guadagnare in velocità e prestazioni. Per puntare al mondiale si devono avere quasi zero punti deboli, e la nuova Rossa dovrà avvicinarsi alla perfezione.
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