I motori diesel sembrano poter dire ancora la loro, e la nuova tecnologia può fare la differenza in chiave futura. Ecco i particolari.
Il motore diesel attraversa anni delicati, con l’Europa e gli enti governativi in generale che contro di esso hanno scatenato una vera e propria guerra. Il tutto è cominciato circa 9 anni fa, precisamente nella seconda metà del 2015, quando esplose dalla Germania il fattaccio delle emissioni truccate Volkswagen, noto come dieselgate. Da quel momento in poi, contro questo combustibile è partita una sorta di crociata, con il chiaro obiettivo di portare ad un rapido cambiamento.
La casa di Wolfsburg in primis, e tutte le altre in seguito, hanno deciso di puntare su auto prima ibride e poi elettriche, con la VW che aveva la grande necessità di ripulire la propria immagine. Tuttavia, il diesel non vuole uscire di scena, essendo un carburante molto apprezzato, e che in Italia alimenta la gran parte delle auto vendute sul mercato dell’usato. Nelle prossime righe, vi mostreremo una soluzione rivoluzionaria che riguarda il gasolio, che può davvero salvare il settore.
L’Europa sta iniziando a strizzare l’occhio agli e-fuel, in modo da tenere in vita i motori termici come alternativa al full electric, che non pare essere un’alternativa praticabile. Il diesel potrebbe essere salvato dall’HVO, ovvero un carburante poco inquinante ed efficiente, non fossile. Si tratta dell’acronimo di Hydrotreated Vegetable Oil, un bio-carburante paraffinico che viene ottenuto dal riciclo di oli di frittura, scarti animali e vegetali. Insomma, nulla a che vedere con i classici combustibili fossili.
Secondo quanto raccontato, il diesel HVO ha la potenza per ridurre le emissioni di C02 del 90% rispetto al gasolio a cui tutti siamo abituati, una chiara svolta per il settore. All’interno c’è un’alta percentuale di metano, che permette buone prestazioni, consumi ridotti e scarso inquinamento. Lo zolfo è del tutto assente, il che significa che la combustione è ben più ecologica, con un minor rilascio di sostanze inquinanti nell’ambiente. Quella di cui vi parliamo è una vera e propria svolta, una rivoluzione che può salvare questo tipo di carburante, che è già disponibile in Italia ed in Europa. Non resta altro che provarlo.
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