Stellantis lascia l’Italia? L’annuncio del ministro allarma. Il futuro nel nostro paese della holding continua a preoccupare.
Non si placa la querelle tra Stellantis e il governo italiano. Ormai da settimane il “botta e risposta” tra la holding e le istituzioni del nostro paese tiene banco su tutte le cronache. Il gruppo nato dalla fusione di FCA e PSA ha un ruolo fondamentale nell’industria automobilistica del nostro paese. Dalla leggendaria FIAT alla blasonata Alfa Romeo, e poi ancora la lussuosa Maserati e l’elegante Lancia: i brand che hanno fatto la storia del made in Italy e che oggi sono parte dell’universo Stellantis sono davvero molti. Senza dimenticare i legami con famiglia Agnelli. Insomma, c’è un enorme fetta di Italia nella holding olandese.
Eppure, la critica che ormai senza sosta viene mossa a Stellantis è quella di essersi progressivamente allontanata dal nostro paese. Dagli investimenti all’estero alla delocalizzazione e all”omologazione” dei brand che, criticano molti, avrebbero perso la loro identità: Stellantis è da tempo nel mirino per la propria politica aziendale. Il gruppo sta ottenendo risultati straordinari globalmente, mostrando l’efficacia della sua politica aziendale. In Italia si continua a guardare però con preoccupazione alla progressiva internazionalizzazione. Il principale motivo, inutile dirlo, è che il nostro paese possa avere sempre minore influenza e conseguentemente posti di lavoro. Anche il governo si è espresso ultimamente non risparmiando diverse “stoccate” a Stellantis.
L’ultimo a parlare della questione è stato il ministro del made in Italy Urso, che ha invitato in maniera non troppo velata il gruppo a non spostare le proprie attività. “Stellantis abbandoni l’intenzione di andare all’estero” ha detto Urso. L apolitica internazionale adottata dal gruppo non sposerebbe le intenzioni di crescita del governo italiano, che intende potenziare la produzione nel nostro paese e arrivare a produrre un milione di vetture entro il 2024 più 300.000 veicolo leggeri. Il target è assolutamente necessario per garantire la produzione di componenti, e difficilmente potrà essere raggiunto senza il sostegno di un colosso come Stellantis. Il ministero, insieme a sindacati e regioni, è a lavoro per diramare entro l’estate un documento ufficiale.
Intanto si cerca un secondo “colosso” che possa aiutare a sostenere l’industria italiana, e BYD potrebbe essere tra i candidati a investire nel nostro paese, senza dimenticare Tesla. Con gli ultimi “stop” in Germania per l’azienda di Elon Musk, di recente in visita nel nostro paese, il governo italiano punta a convincere il colosso statunitense a scegliere l’Italia per parte della produzione.
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