
Max Mosley all’attacco della Ferrari. L’ex Presidente della FIA, ormai pensionato di lusso e felice di non aver più alcun ruolo istituzionale da difendere, decide di togliersi qualche sassolino dalla scarpa raccontando alcuni retroscena della parte politica della Formula 1 e criticando ferocemente la Ferrari, soprattutto nella figura del suo Presidente Luca di Montezemolo. Secondo Mosley, il capo del Cavallino sarebbe un uomo debole e se la scuderia di Maranello avesse gli stessi budget degli altri team non riuscirebbe a vincere niente.
Hanno tolto i rifornimenti garantendoci che sarebbe migliorato lo spettacolo. Tutti quanti, dallo spettatore della domenica al primo dei meccanici al campione del mondo in carica fino al Presidente della FIA, hanno capito che è stato fatto un grave errore di valutazione. Di questo parleremo domani. Oggi mi limito a riportare, in ordine sparso, le dichiarazioni più importanti uscite sull’argomento: si va dalle accuse di David Coulthard nei confronti di Max Mosley, allo striminzito ottimismo di Bernie Ecclestone, passando per il disgusto di Mark Webber e le proposte dell’ultim’ora per salvare la baracca.
A meno di un mese dall’inizio del Mondiale 2010 di F1 le polemiche sui nuovi team debuttanti non si placano. Questa volta è la Ferrari, direttamente dal suo sito ufficiale, ad attaccare la FIA e la sua decisione di appoggiare l’ingresso dei nuovi team in F1. In queste settimane di test, insieme alle presentazioni delle nuove vetture dei team “storici” del Circus, gli appassionati hanno seguito anche le avventure carambolesche delle scuderie esordienti, alle prese con la ricerca dei finanziamenti, l’ufficializzazione dei piloti e soprattutto con i rumors che un giorno li vogliono presenti al via e il giorno dopo fuori dal Mondiale.
Ci accodiamo ad un movimento molto interessante che si sta registrando sui vari blog di mezzo mondo. Prendiamo spunto dal caso USF1 team per mettere di fronte agli occhi di tutti che pazzia abbia fatto Max Mosley lo scorso anno nell’aprire le porte della Formula 1 ad una serie di team senza alcuna reale credenziale. La mossa dell’allora capo della FIA era studiata a tavolino ed aveva il solo scopo politico di ottenere più potere nella lotta contro la FOTA. Ora la Formula 1 intera ed il suo erede Jean Todt sono qui a pagare le conseguenze e a subire l’ennesimo danno d’immagine.
Nessuno lo vuole ma Nelson Piquet Jr. si comporta come quello che se n’è andato per una propria decisione. Va bene lo stesso. Il pilota brasiliano che ha fatto partire lo scandalo “crashgate” costato il posto a Flavio Briatore e Pat Symonds, trovate chiuse tutte le porte della Formula 1, fa sapere che il prossimo anno gareggerà nella Nascar. Dal canto suo, l’ex team manager Renault ribadisce la volontà di non tornare nel Circus nonostante la riabilitazione ottenuta dal tribunale di Parigi. Atteggiamento “morbido” che non ha impedito alla FIA di fare ricorso contro di lui.
Flavio Briatore e la Ferrari, nella persona del Presidente Luca di Montezemolo, sono diventati ottimi “amici”. Partendo da questo dato di fatto, ci si stupisce solo fino ad un certo punto nel leggere su vari siti specializzati che ci sarebbe una trattativa per far entrare il geometra di Cuneo all’interno dell’organigramma del Cavallino. Risolto il problema della squalifica per i fatti di Singapore, si dice che Briatore potrebbe trovare una nuova occupazione a Maranello come superconsulente. Una figura che si occuperebbe di affari, non di pista.
La Federazione Internazionale dell’Automobile prende atto della sentenza del tribunale di Parigi ma non cambia idea, né atteggiamento, di fronte a Flavio Briatore e Pat Symonds. Secondo l’organizzazione, dal processo escono sconfitti i modi usati per condannare l’italiano ed il suo ex-collega ma non viene minimamente intaccata la loro colpevolezza per la frode sportiva messa in atto nel GP di Singapore 2008. Pertanto, la squalifica resta almeno fino a quando non saranno passati tutti i gradi del processo. Curiosamente, in contemporanea con la sentenza, la Renault comunica il nome del nuovo team principal. Sarà Eric Boullier.
Flavio Briatore è riabilitato dal Tribunal de la Grande Instance di Parigi. L’ex team manager Renault ha vinto contro la FIA e soprattutto contro Max Mosley il quale esce per l’ennesima volta umiliato da una vicenda che lo ha visto protagonista. Stavolta l’ex Presidente della Federazione deve ingoiare il boccone amaro di aver usato il proprio potere per infangare, senza prove certe, la reputazione di Don Flavio. Dal canto suo, il geometra piemontese ottiene un importante risarcimento morale. Non per questo si dice intenzionato a tornare in Formula 1.
Qual è il colmo per il Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile? Vincere le elezioni in modo pilotato! La battuta non fa ridere. Per niente. Pare sia tutto vero. Tutto già scritto. Tutto scontato. Ari Vatanen sta lì tanto per fare scena e tra una settimana Jean Todt vincerà a mani basse.
Lo scandalo Piquet-Renault si sta stringendo come una morsa attorno alla figura di Flavio Briatore. L’idea che sia tutto un complottone per farlo fuori è sempre più convincente dato che sulla vicenda restano ancora tanti punti oscuri sui quali ragionare.
Sin dalle prime vaghe indiscrezioni, abbiamo creduto alla candidatura di Jean Todt come Presidente della FIA. Per almeno tre buoni motivi: ha un curriculum perfetto; ha l’appoggio di Max Mosley; è sempre stato zitto. Solo adesso che la cosa è matura esce allo scoperto. E conferma tutto.

Ora è ufficiale. Max Mosley annuncia che non si ricandiderà alla presidenza della Federazione Internazionale dell’Automobile e indica il suo successore: Jean Todt. Una scelta che fa discutere e che fa storcere il naso a chi sperava in un cambiamento di rotta. Serio e radicale.