Max Mosley, rieccolo: la Ferrari ha molti nemici. Adesso ce n’è un altro che esce allo scoperto. La marcia d’avvicinamento al “ventesimo” Gran Premio della stagione, quello che l’8 settembre si disputerà a Parigi nella sede della Federazione Internazionale dell’Automobile e che vedrà il team italiano sotto giudizio per l’ordine di scuderia imposto a Felipe Massa nei confronti di Fernando Alonso, continua ad essere costellata di autorevoli pareri contrari. Prima i vari team principal delle scuderie rivali hanno parlato di gesto scandaloso. Poi ci si sono messi campioni come Niki Lauda. Infine tocca all’ex-Presidente della FIA.
Il messaggio è diretto a tutti i tifosi della Ferrari: fate tutto il possibile per tenervi Luca di Montezemolo come Presidente. I rumors che vedono l’ex capo FIAT vicino all’addio anche dall’azienda che ha sede a Maranello si intensificano. A causa di alcuni cambiamenti nell’assetto generale del gruppo torinese, la Ferrari dovrebbe entrare sotto il controllo di Andrea Agnelli, 34enne nipote dell’Avvocato, già presidente della Juventus. Questo non sarebbe che il primo passo verso un riassetto generale della società che non prelude a niente di buono dal punto di vista sportivo…
Il partito dei rosiconi vincerebbe le elezioni. Gli attacchi mossi alla manovra della Ferrari non hanno nessun fondamento di sportività. Chi tira fuori la questione lo fa prendendo un pretesto comodo e ad alto tasso di demagogia. Lo fa per camuffare il fatto che teme Fernando Alonso come avversario. Ora mi chiedo: se lo spagnolo fosse quel bidone di pilota che alcuni descrivono, perché mai temerlo? E aggiungo: la verità trapela chiara dalle parole di Luca di Montezemolo. Secondo il Presidente, gli avversari hanno capito che la Ferrari sarà un avversario temibile. Per questo vogliono affossarla appigliandosi ad un normale episodio che chi conosce le gare ha visto mille volte.
E’ stata una telefonata d’urgenza partita da Montezemolo ad obbligare Felipe Massa a lasciar passare Fernando Alonso. Da una parte della cornetta c’era Stefano Domenicali. Dall’altra lui, Mr. president. L’episodio, vero o falso che sia, non cambia la sostanza. La Ferrari ha deciso all’improvviso di cambiare i suoi piani ed ora è nella bufera con Domenicali convocati dai commissari. Lo abbiamo sempre difeso ma stavolta è impossibile non criticarlo pesantemente. Gli ordini di scuderia li usano tutti: possibile che in Ferrari non siano capaci di fare le cose per bene?
Non è stata una visita segreta quella di Briatore alla Ferrari. Il geometra di Cuneo è andato a Maranello senza nulla da nascondere e con un ventaglio di rumors da aprire non solo per aiutarci a soffocare la calura estiva. In pentola bolle moltissimo. Partendo dai più autorevoli personaggi informati sui fatti ed arrivando agli scienziati della fanta-informazione, c’è un filo rosso che lega ogni cosa: Ferrari-Fiat-Fia-Todt-Montezemolo-Marchionne-Agnelli-Girando-Briatore-Ferrari. Il cerchio, per quel che ci riguarda, inizia e finisce proprio con il Cavallino. E Briatore che c’entra? C’entra…
In Ferrari le cose non vanno bene. Non a caso, Luca di Montezemolo parla un po’ troppo spesso ultimamente. Durante il debfrieng del lunedì, il Presidente del Cavallino Rampante è intervenuto per dare una strigliata ai suoi. Fermo restando il senso d’ingiustizia subita, Montezemolo stavolta fa un lucido esame di coscienza e chiama il suo team ad una prova d’orgoglio:“Siamo la Ferrari”, tuona. Come dire, va bene tutto ma una scuderia così ricca di risorse e blasone deve essere più forte di sfortune e complotti.
La Ferrari piange ancora. E nel coro di protesta e disperazione non poteva mancare Luca di Montezemolo. Il presidentissimo si è recentemente scaldato per molto meno. Figuriamoci dopo lo scempio del Gran Premio d’Europa. Francamente non ricordo negli ultimi 10 anni di Formula 1 una situazione altrettanto ridicola. E dire che di boiate la FIA ne ha sempre fatte tante. Fa sorridere, però, che quest’anno se ne stiano contando molte più della media. Proprio nella prima stagione dell’ era Todt , il quale ha preso a cuore il problema in tempi non sospetti ed ha piazzato un ex-pilota nella commissione gara.
Il presidente Ferrari Luca di Montezemolo non ha ben digerito la sconfitta di Fernando Alonso nel Gran Premio del Canada. In particolare, se la prende con i team debuttanti che hanno rallentato l’asso delle Asturie e rispolvera il suo solito atteggiamento snob. Atteggiamento che da una parte gli serve per andare dritto verso la FIA per ottenere la terza vettura in pista dall’altra, però, non lo aiuta affatto a farsi ben volere dal resto dell’ambiente della Formula 1. E’ vero: ci sono team troppo lenti. Ma ormai la frittata è fatta. Non ha senso tornarci sopra cento volte.
L’incidente di Valentino Rossi ha aperto le porte alle ipotesi sul futuro del pilota Yamaha. Tornerà in forma come prima? Avrà ancora voglia di mettere a repentaglio la propria vita sulle due ruote? Troverà gli stessi stimoli di sempre? Che queste non siano chiacchiere e basta lo conferma il padre Graziano che vede sempre più vicino quel gran sogno di avere il figlio in Formula 1. In tutta risposta dal sito ufficiale della Ferrari arriva un messaggio d’auguri a Valentino Rossi firmato Luca di Montezemolo che si conclude con un bel “…ricordati che la porta di Maranello per te è sempre aperta”.
E’ festa per gli 800 Gran Premi della Scuderia Ferrari di Formula 1. Da Maranello inaugurano un nuovo sito ufficiale interamente dedicato al team capitanato da Stefano Domenicali mentre sul circuito di Istanbul vengono presentate le monoposto dalla livrea celebrativa e si raccolgono le testimonianze dei campioni di ieri e di oggi. Parla Schumacher:“Alla Ferrari ho capito cosa vuol dire il mito”. Lauda aggiunge:“Enzo Ferrari e Luca di Montezemolo, sono due uomini straordinari”. Persino Raikkonen si scioglie:“Tre anni insieme che rimarranno indimenticabili”.
Bernie Ecclestone fa sapere che il Gran Premio degli USA tornerà nel calendario della Formula 1 a partire dalla stagione 2012. A tre anni dall’addio di Indianapolis, il Circus si piazzerà su un nuovo impianto ad Austin in Texas. La Ferrari, intanto, stando alleparole del Presidente Luca di Montezemolo, sembra intenzionata a trovare un team americano al quale vendere vetture in versione cosiddetta “clienti”. La manovra è al momento vietata dal regolamento. Ma non è detto che lo scenario non cambi sebbene su questo spinoso fronte vi sia la costante opposizione dei team minori che con tanta fatica si fanno i telai in proprio.
Gli organizzatori del Gran Premio di Roma di F1 si sono impegnati molto a non creare conflitti con il GP d’Italia a Monza. Dalla capitale è arrivato costantemente il messaggio: due è meglio di uno. Vale a dire: due eventi legati alla Formula 1 in Italia posso tranquillamente convivere così come, del resto, è successo fino al 2006 con la pacifica coabitazione di Imola con la stessa Monza. Questa cautela non è mai servita a tenere calmi gli animi dei brianzoli che accusano il colpo quando scoprono che Jean Todt non vuole, almeno per il momento, far correre due gare sul suolo italico nella stessa stagione.
Non è finito l’amore tra Michael Schumacher e la Ferrari. Che se ne dica, il rapporto è ottimo. Ottimo nonostante il passaggio del tedesco alla Mercedes sia stato vissuto da alcuni tifosi come un clamoroso tradimento. I segnali che per i protagonisti della vicenda fosse tutto OK li avevamo avuti più volte già nei test invernali dove il sette volte iridato si era ritrovato a scroccare piatti di spaghetti nella mensa Ferrari. Adesso anche il Presidente Montezemolo, preso in giro da Schumi subito dopo il sorpasso beffa ad Alonso in quel di Monaco, ha parole di stima per il campionissimo.
La Ferrari ha lasciato il Principato di Monaco con un sorriso. Il risultato finale di Fernando Alonso e Felipe Massa non è stato entusiasmante ma la forza della F10, in prospettiva, sì. C’è dell’altro: la strategia inventata per Fernando Alonso ha dimostrato che il box del Cavallino non è popolato da bolliti ma da strateghi che non hanno nulla da invidiare alla concorrenza. Prova ne è il fatto che da Maranello siano arrivati persino i complimenti del tifosi più esigente e sfegatato di tutti: il Presidente Luca di Montezemolo.
La polemica per la sponsorizzazione tra Ferrari e Marlboro non è un argomento da prendere tanto sottogamba. Sia perché a scatenare il dibattito sono stati degli “eminenti medici” che hanno trovato spazio nientemeno che sul Times, sia perché a raccogliere la provocazione è arrivato il Commissario alla Salute pubblica dell’Unione Europea che, a sua volta, ha sollecitato un intervento del governo spagnolo per verificare la liceità del famoso “codice a barre” durante il GP di Spagna. Vista la delicatezza del tema, è dovuto scendere in campo persino il Presidente Luca di Montezemolo.