
Non è stata una visita segreta quella di Briatore alla Ferrari. Il geometra di Cuneo è andato a Maranello senza nulla da nascondere e con un ventaglio di rumors da aprire non solo per aiutarci a soffocare la calura estiva. In pentola bolle moltissimo. Partendo dai più autorevoli personaggi informati sui fatti ed arrivando agli scienziati della fanta-informazione, c’è un filo rosso che lega ogni cosa: Ferrari-Fiat-Fia-Todt-Montezemolo-Marchionne-Agnelli-Girando-Briatore-Ferrari. Il cerchio, per quel che ci riguarda, inizia e finisce proprio con il Cavallino. E Briatore che c’entra? C’entra…

Il paradosso è che ora il team a rischio sanzione è la Ferrari. Uscita dal Gran Premio d’Europa con le ossa rotte e con una rabbia fuori misura causa ingiustizia subita, la Scuderia italiana potrebbe beccarsi delle sanzioni dalla FIA per le dichiarazioni pesantissime rilasciate da molti suoi esponenti. Andando in ordine sparso, citiamo Alonso che parla a caldo di gara “manipolata”, il Vicepresidente Piero Ferrari ed il Presidente Luca di Montezemolo che dicono “risultato falsato” fino ad arrivare al sito Ufficiale che ospita commenti denigratori dei tifosi a 360°.

Nel 2012 finirà la Formula 1 che conosciamo adesso, parola di Todt. E come sarà quella del futuro? Più economica, più ecologica ma anche più tecnologica. In sostanza sarà vicina alla visione che ha del motorsport del terzo millennio il nuovo Presidente della FIA. Jean Todt armato di grande entusiasmo e lungimiranza, ha spiegato quali sono secondo lui i punti cardine per dare ancor più prestigio alla massima competizione motoristica internazionale. Il tutto, facendo sì che ci sia sempre più trasferimenti di innovazione dai prototipi alla produzione di serie.
Saranno 13 le scuderie schierate al via della stagione 2011 di Formula 1. Nonostante il tempo scorra inesorabile, però, la Federazione Internazionale dell’Automobile non ha ancora indicato il nome del team prescelto con grande disappunto dei soggetti interessati che si vedranno costretti a sviluppare una monoposto in tempi ristrettissimi. Stesso discorso sul fronte gomme dove la Pirelli è in trepida attesa dell’ufficializzazione dell’incarico di fornitore unico del Circus iridato. Cosa sta aspettando Jean Todt?

Se non arriverà entro pochi giorni l’ufficializzazione di Pirelli come nuovo fornitore di pneumatici per la Formula 1, si potrà parlare di Giallo! L’accordo era praticamente fatto a Montecarlo. Ad Istanbul dovevano essere rivisti gli ultimi dettagli ma, alla vigilia del GP del Canada, ci sono molte indiscrezioni e poca sostanza. L’impressione è che la FIA di Jean Todt voglia, pur andando contro alla decisione dei team, far di tutto per privilegiare la Michelin. Non tanto per un discorso patriottico, si spera, quanto per le maggiori garanzie tecniche e di sicurezza che i transalpini hanno dalla loro parte.

Si avvicina la scelta del fornitore di pneumatici per la Formula 1 2011: Pirelli o Michelin? L’azienda italiana sembrava ad un passo ma l’ultima offensiva dei transalpini ha fatto di nuovo tornare in bilico la trattativa che, qualora proseguisse ulteriormente, creerebbe non pochi danni ai progettisti già al lavoro sulle monoposto del prossimo anno ma “alla cieca”. Per questo motivo dall’Associazione dei team (FOTA) è partita una proposta diretta al Presidente della FIA: annullare il divieto di test durante l’estate e consentire alcune prove sugli pneumatici.

Stando a quanto riportato dal sito 422race, è fissato al 21 giugno il termine entro cui presentare domanda alla FIA per l’ammissione al prossimo mondiale di Formula 1. In barba alla crisi, si registra con un certo stupore che i candidati per il 13° posto sono addirittura 15. Quindici gruppi hanno già presentato la loro richiesta con la speranza che qualche altro ritiro delle squadre attualmente presenti possa allargare ad almeno altri 1-2 soggetti il numero dei prescelti. Come ogni cosa che riguarda il nostro amato sport, non mancano polemiche e conflitti di interessi. Su tutti quello legato alla famiglia Todt.
Gli organizzatori del Gran Premio di Roma di F1 si sono impegnati molto a non creare conflitti con il GP d’Italia a Monza. Dalla capitale è arrivato costantemente il messaggio: due è meglio di uno. Vale a dire: due eventi legati alla Formula 1 in Italia posso tranquillamente convivere così come, del resto, è successo fino al 2006 con la pacifica coabitazione di Imola con la stessa Monza. Questa cautela non è mai servita a tenere calmi gli animi dei brianzoli che accusano il colpo quando scoprono che Jean Todt non vuole, almeno per il momento, far correre due gare sul suolo italico nella stessa stagione.
Si è concluso ormai da una settimana il gran premio di Monaco, l’appuntamento più glamour della stagione, e di nuovo si torna a parlare di quello più spettacolare, o almeno di quello che potrebbe diventarlo. Sappiamo bene che a Bernie Ecclestone piacciono le sfide e che ogni anno è alla ricerca dei luoghi più originali dove far sbarcare il Circus e attirare il maggior numero di spettatori possibili. Finora la tappa più suggestiva rimane sicuramente Singapore, dove a fine settembre team e piloti si daranno battaglia sul circuito cittadino della perla asiatica illuminato a giorno.
Sono due i problemi principali che sta incontrando Michael Schumacher in questo avvio di stagione 2010. Ad elencarli sono personalità di grande prestigio come il presidente della FIA Jean Todt e di grande caratura tecnica come il responsabile Bridgestone Hirohide Hamashima. Il primo scoglio del tedesco è anche il più noto, il più evidente: riguarda l’età e la lontananza dal mondo delle competizioni per 3 lunghi anni. E’ difficile adesso pensare che lui possa ripetere le gesta passate. Il secondo ha a che fare con gli pneumatici che sono molto diversi per mescola e concezione con quelli utilizzati fino al 2006.

Michael Schumacher è stato premiato con la Legion d’Onore, onorificenza made in france di grande prestigio, direttamente dal primo ministro François Fillon. Tra gli ospiti della serata c’era anche Jean Todt che ebbe lo stesso trattamento dai suoi connazionali nel 2007. Intervistato da alcuni giornalisti presenti alla cerimonia, il pilota Mercedes GP ha parlato del suo delicato momento spiegando di sentirsi ancora molto motivato sebbene la sua stagione sia ancora in salita e per i prossimi Gran Premi non intraveda grossi margini di miglioramento.
La FIA e Flavio Briatore hanno trovato un accordo per chiudere definitivamente e fuori dai tribunali la spinosa vicenda dell’incidente di Nelson Piquet nel Gran Premio di Singapore che, secondo l’accusa, era stato appositamente architettato per favorire l’altro pilota Renault Fernando Alonso. Dopo un processo farsa organizzato dalla FIA, Briatore e il responsabile degli ingegneri Pat Symonds erano stati radiati a vita. I due, però, avevano visto annullarsi la sentenza dal tribunale di Parigi ed avevano promesso altre azioni legali. Per tagliare la testa al toro, Jean Todt ha deciso di chiedere il patteggiamento ai due che, adesso, potranno tornare in F1 dal 2013.
Formula 1 in crisi così come l’economica mondiale o Formula 1 ancora in grado di suscitare interesse e richiamare nuovi nomi? Dove sta la verità lo scopriremo presto dato che la Federazione Internazionale dell’Automobile ha chiesto ai soggetti interessati a partecipare al mondiale 2011 di Formula 1 di farsi avanti con le candidature. Tra i team più attivi c’è la Stefan GP che, rimasta fuori in extremis, pur di assicurarsi un posto è persino pronta a comprare quel che resta dell’USF1. USF1 a sua volta a rischio multa per mancato rispetto degli accordi presi.

Nuova stagione, nuove regole, nuovi team, e ancora discussioni. Il Mondiale 2010 di F1 è appena iniziato e già si appresta ad essere un anno “complicato”. Ancora prima del semaforo verde, l’arrivo di nuovi team a seguito dell’abbandono di colossi della F1 come BMW, Toyota e Honda, aveva scatenato polemiche da parte dei grandi del Circus. Ferrari in testa, diverse squadre si erano lamentate di come l’arrivo di nuove squadre nettamente inferiori in quanto a prestazioni e risorse penalizzasse la serie, mentre altri team, come la McLaren, avevano sostenuto il loro ingresso e l’inizio di una “nuova era”.