La notizia vecchia è che la Bridgestone ha deciso di lasciare la Formula 1 al termine della stagione 2010. La notizia attuale è che la FIA sta cercando disperatamente un nuovo fornitore senza grande successo. La notizia del futuro è che il Presidente della Federazione Jean Todt sta dando fondo a tutta la sua influenza politica per convincere la Michelin a ritornare nel Circus. Diversamente, si rischia di trovarsi nell’assurda situazione di non avere alcun pretendente all’oneroso ruolo di gommista ufficiale della Formula 1.
Jean Todt ha recentemente incontrato dei giornalisti nella sede della FIA in Place de la Concorde a Parigi per una conferenza stampa nella quale ha risposto senza filtro a tutte le domande che interessano il suo mondo. La curiosità dei cronisti lo ha portato a parlare del suo rapporto di amicizia con Michael Schumacher e la Ferrari, dei piani strategici per la Formula 1 del futuro, dei tanti scandali che hanno investito questo mondo, dei problemi e delle opportunità che intravede per il domani della massima categoria motoristica. Risultato? Si sono sentite le solite frasi di Max Mosley. Pessimismo!
Il mondo della Formula 1 è cambiato e a darci una lezione in merito è l’ex direttore generale di Ferrari, che da ottobre 2009 è passato ufficialmente dai circuiti al dietro le quinte del Circus, prendendo il posto di Max Mosley alla presidenza della FIA. In un’intervista a cuore aperto Jean Todt si racconta nel suo nuovo ruolo, alle prese con la parte “politica” delle corse. Personaggi, regolamenti, piloti e team, l’ex ferrarista ne ha per tutti, a partire da Max Mosley, di cui ha preso il posto e che Todt definisce prima di tutto un amico.
Una persona che rimpiange il KERS c’è. E si chiama Jean Todt. Il nuovo presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile si è detto dispiaciuto che il sistema si ritenzione e riuso dell’energia cinetica sia stato messo in soffitta dai team di Formula 1. Secondo il successore di Max Mosley, anch’egli promotore di tecnologie alternative a quella del motore a scoppio, la massima categoria motoristica internazionale deve puntare sull’ecologia cercando di studiare soluzioni innovative che trainino la ricerca e sensibilizzino l’opinione pubblica.
La stagione 2010 si preannuncia come una delle più combattute della storia: come ho infatti scritto in un articolo precedente, ci saranno ben quattro campioni del mondo al via e altri piloti agguerriti per lottare all’iride. 10 cose, però, sono da notare prima dell’inizio dei Gran Premi, vediamole insieme partendo dalla discussa riabilitazione di Flavio Briatore fino al divieto di rifornire e passando per l’allargamento della griglia di partenza a 26 macchina, Jean Todt al comando della FIA, il ritorno di Michael Schumacher, l’ammodernamento di due luoghi sacri come Montecarlo e Silverstone…
Michael Schumacher torna in Formula 1 e gli entusiasmi dei piloti si scatenano. Anziché farsela sotto dalla paura di prendere bastonate in pista da uno che ha quasi il doppio dei loro anni, giovanotti come Lewis Hamilton o Sebastian Vettel, nonché lo sfortunatissimo compagno di squadra Nico Rosberg, si lasciano andare a dichiarazioni di grandissima gioia. E, dopo che anche tantissimi ex-piloti hanno detto la loro, si registra solo un nome tra coloro i quali preferiscono starsene zitti: trattasi del Presidente della FIA, nonché amico del tedesco, Jean Todt.
La nuova Commissione FIA, la prima dell’era Jean Todt, si è riunita ieri ed ha già partorito un’interessante proposta per la Formula 1 2010. Trattasi di una nuova regola per l’assegnazione dei punteggi che manda definitivamente in soffitta la farsa delle medaglie olimpiche voluta da Bernie Ecclestone, presente all’incontro nel ruolo di presidente della Commissione stessa. L’idea è di superare il sistema 10-8-6-5-4-3-2-1 che premia pochissimo il vincitore rispetto al secondo e terzo classificato per adottare un 25-20-15-10-8-6-5-3-2-1 che allarga l’accesso ai punti fino alla decima posizione.
La Ferrari ha già smentito le voci che danno per burrascoso il rapporto tra il nuovo capo della FIA Jean Todt ed il Presidente del Cavallino Luca di Montezemolo. Per dare ulteriore credibilità al proprio ruolo, anche il francese esce allo scoperto e conferma che tra i due non c’è alcun problema.
Questa se la sono chiesta in molti: Jean Todt alla presidenza della FIA sarà un aiuto o un ostacolo per la Ferrari? Da una parte ci sono gli ottimisti, cioè quelli che ricordano la lunga militanza in rosso. Dall’altra, i pessimisti, descrivono come burrascoso l’addio tra il francese e la scuderia di Maranello.
Il francese Jean Todt è il nuovo presidente della Federazione Internazionale dell’Automobilismo (FIA): l’ex amministratore delegato della Ferrari è stato eletto oggi a Parigi dall’assemblea della Federazione e succede a Max Mosley, in carica dal 1993.
Qual è il colmo per il Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile? Vincere le elezioni in modo pilotato! La battuta non fa ridere. Per niente. Pare sia tutto vero. Tutto già scritto. Tutto scontato. Ari Vatanen sta lì tanto per fare scena e tra una settimana Jean Todt vincerà a mani basse.
Felipe Massa sarà presto a casa, in Brasile, dove assieme alla sua famiglia ed al suo staff medico potrà cominciare la riabilitazione. E’ questa la buona notizia di giornata per il pilota Ferrari che ha ricevuto ieri la visita anche di Michael Schumacher.